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CLARA MOSCHINI

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L'agrifood alle prese con la volatilità

La 15a edizione di Commodity Agrifood: al Tecnopolo di Bologna l’appuntamento annuale di Areté

Oltre 300 operatori dell’agricoltura, dell’industria - dalla pasta al bakery, dal caffè al gelato, dai piatti pronti alle bevande - e della distribuzione alimentare hanno partecipato alla XV edizione di Commodity Agrifood, l’appuntamento annuale organizzato oggi 30 settembre al Tecnopolo di Bologna da Areté – The Agri-food Intelligence Company insieme a Unione Italiana Food per analizzare l’andamento e le prospettive dei mercati delle materie prime agroindustriali. L’edizione 2026 si è svolta in uno scenario caratterizzato da una crescente interdipendenza tra fattori climatici, produttivi, geopolitici, normativi e macroeconomici. 

Un contesto nel quale gli episodi di volatilità si manifestano con maggiore intensità e rapidità, rendendo sempre più importanti le strategie di monitoraggio e mitigazione del rischio. "I mercati - dice Mauro Bruni, presidente di Areté - non hanno avuto il tempo di ricostituire adeguati livelli di scorte prima di essere sottoposti a nuove tensioni, generate dalla combinazione di fattori meteorologici, logistici e geopolitici. Dalle difficoltà logistiche nell’Europa orientale, legate alle tensioni nel Mar Nero e aggravate dalla siccità europea, fino agli effetti del conflitto in Medio Oriente e alle criticità nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz, i mercati globali delle commodity agroalimentari sono tornati a vivere una fase di forte volatilità e incertezza. Uno scenario che evidenzia, ancora una volta, la loro fragilità e la profonda interconnessione delle filiere internazionali". 

In presenza di una rinnovata incertezza geopolitica, normativa e macroeconomica, accompagnata da shock meteo sempre più frequenti e intensi, il 2027 si profila come un anno caratterizzato da un elevato rischio di volatilità per i prezzi delle materie prime agroindustriali. I mercati dei cereali tornano a mostrare fondamentali più tesi, sostenuti non solo dal calo delle produzioni nelle principali aree esportatrici, ma anche dal rallentamento degli scambi, in particolare di mais e frumento, legato ai blocchi portuali nell’area del Mar Nero. 

Anche mercati come zucchero, riso, latte e cacao, che nel 2026 avevano faticosamente avviato una ricostituzione delle scorte e registrato una correzione dei prezzi, sono attesi tornare in deficit, interrompendo il processo di “normalizzazione”. Le aspettative Areté per il 2027 confermano quindi massima attenzione: mercati ancora fragili e scorte in larga parte non ricostituite si confrontano con uno scenario climatico, economico e geopolitico che mantiene elevato il rischio di nuovi shock e non lascia intravedere un rapido ritorno alla stabilità dei prezzi. Vediamo più in dettaglio le analisi di Aretè sui principali settore dell'agroalimentare.

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EFA News - European Food Agency
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