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CLARA MOSCHINI

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Proteine vegetali e longevità: legumi troppo sottovalutati

Circa due terzi degli italiani considerano il ruolo del cibo fondamentale per la salute in vecchiaia

In occasione di Spazio Nutrizione, all’interno del quadro congressuale promosso da Sinep (Società Italiana di Nutrizione e Prevenzione), MartinoRossi - realtà di riferimento nella produzione di farine, preparati, ingredienti funzionali e prodotti plant-based e proteici da cereali e legumi senza glutine, allergeni, e Ogm coltivati in filiera controllata - ha presentato in anteprima la sua nuova ricerca condotta con AstraRicerche, focalizzata sull’alimentazione a base vegetale e sulla longevity. Lo studio unisce due prospettive complementari: quella dei consumatori italiani (campione rappresentativo di oltre 1.000 italiani tra i 18 e i 70 anni) e quella dei professionisti della nutrizione (100 interviste tra biologi nutrizionisti, dietisti e medici dietologi), tracciando l’evoluzione dei consumi, delle barriere quotidiane e della prevenzione.

Per il 76% degli italiani l’obiettivo è restare autonomi il più a lungo possibile, anche a costo di qualche rinuncia nel presente, e il 71% dichiara di prendersi già cura della propria salute pensando alla vecchiaia. Un desiderio che ha anche una forte dimensione familiare: il 74,6% vorrebbe invecchiare senza pesare sui propri familiari. Tra le preoccupazioni crescenti emergono soprattutto la perdita di energia e forza fisica (57%), di lucidità (53%) e di autonomia (52,5%).

In questo quadro, l’alimentazione ha un ruolo centrale: il 65% è convinto che ciò che mangia oggi influirà concretamente su come starà dopo i 70-75 anni e il 67% considera il cibo una vera e propria medicina preventiva per restare indipendenti.

Sebbene l’alimentazione degli italiani resti in prevalenza onnivora (59%), il 29% si riconosce nella dieta mediterranea e il 12% segue uno stile orientato al vegetale (soprattutto flexitariano). Guardando al futuro, però, si delinea un orientamento più deciso verso il vegetale: entro 5-10 anni il 25,5% degli italiani prevede di spostarsi verso un’alimentazione tendenzialmente vegetale. 

Rispetto al 2025 cresce già l’attenzione alla qualità nutrizionale: chi definisce la propria alimentazione ricca di fibre sale dal 21,6% al 27,5%, ricca di proteine dal 4,8% all’8,2%. Rispetto a 3-5 anni fa, inoltre, il 44% dichiara di consumare più prodotti vegetali e il 31% più proteine.

Le fonti proteiche vegetali sono presenti nella dieta settimanale del 75% della popolazione (il 41% le consuma almeno tre volte a settimana). I legumi sono presenti almeno una volta a settimana sulle tavole del 73,5% degli intervistati, prevalentemente 1 o 2 volte a settimana (45%). 

Spontaneamente la longevità si associa agli alimenti vegetali (62,6%), soprattutto a verdura e frutta. I legumi restano ai margini, citati spontaneamente dal 9,8%. Quando però vengono ricordati, il quadro cambia: il 78,4% li riconosce utili per invecchiare in salute e il 58,3% concorda sul fatto che chi mangia molti vegetali e legumi viva più a lungo e in salute. 

Nonostante il 65% degli italiani desideri aumentare la quota di proteine vegetali e il 59,4% riconosca il loro ruolo nel mantenimento della massa muscolare, le conoscenze reali restano parziali: sebbene il 92% abbia sentito parlare di proteine vegetali, solo il 58% dichiara di sapere di che cosa si tratti e solo il 16,5% possiede un’ampia familiarità con i temi della longevità. 

Tra gli italiani incerti o non molto interessati ad aumentare le proteine vegetali, il primo freno è la convinzione di assumerne già abbastanza (32%), seguita dalla difficoltà di digerire i legumi (21%). Sul totale della popolazione, il 42% pensa che un’alimentazione ricca di vegetali costi di più e il 40,6% che le alternative vegetali siano meno gustose. Il timore di non assumere abbastanza proteine riguarda soprattutto i giovani: il 59% della Gen Z, contro il 26% dei Baby Boomers.

Red - 63751

EFA News - European Food Agency
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