Italia leader nella produzione e nell’export di pasta
“Che vita sarebbe senza la pasta?”: verso il World Pasta Day (25 ottobre)
Il 25 ottobre torna il World Pasta Day, la giornata dedicata a uno dei simboli più importanti dell’eccellenza Made in Italy, ma anche di leadership italiana: la produzione mondiale ha raggiunto i 17,3 milioni di tonnellate e l’Italia mantiene il primato di paese produttore con circa 4,2 milioni di tonnellate prodotte nel 2025 (+0,8%). I connazionali sono i più grandi consumatori con 23,1 chili annui pro-capite e il nostro Paese rappresenta il 48,3% del commercio mondiale di pasta, con 4 miliardi di euro di esportazioni, pari al 5,4% dell'intero export agroalimentare italiano.
Secondo una recente ricerca demoscopica commissionata dai pastai di UIF (Istituto AstraRicerche) per 3 italiani su 4 la pasta è associata al gusto e all’emozione, mentre 7 italiani su 10 valorizzano la sua natura pratica e conveniente: un alimento buono e appagante (41,5%), con il buon rapporto qualità-prezzo (39,6%), e per oltre 7 italiani su 10 un piatto di pasta assume un valore più profondo se consumato in famiglia.
I dati della ricerca, resi noti in occasione del World Pasta Day 2026, l’evento voluto da Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organisation (IPO) che il 25 ottobre di ogni anno celebra il piatto simbolo della condivisione e della convivialità, hanno indagato il rapporto quotidiano degli italiani con la pasta, tra nuovi consumi e sfide globali, fino a chiedere di immaginare una vita senza. Per rispondere alle nuove sfide che la pasta italiana è tenuta ad affrontare, i Pastai di Unione Italiana Food concretizzano l’impegno per il futuro della pasta in un manifesto programmatico: tra le priorità la costruzione di una filiera più competitiva, il sostegno all’export e l’investimento nei giovani e nell’innovazione.
Secondo i dati di Unione Italiana Food, anche nel 2025 l’Italia ha confermato il suo primato in tema di produzione, esportazione e consumo di pasta. Per quanto riguarda la produzione, l’Italia si posiziona con 4,2 milioni di tonnellate, davanti a Turchia (2,04 milioni), Stati Uniti (2 milioni) ed Egitto (1,5 milioni). Anche sul fronte consumi siamo al primo posto con 23,1 kg pro capite annui, davanti a Tunisia (18,8 kg), Ungheria (17,1), Germania (16,8) e Turchia e Austria (12,5).
È l’export che conferma un comparto fortemente orientato all’estero, con un valore delle vendite oltre confine che ormai eguaglia quello dei consumi nazionali. Parliamo di oltre 2.456.940 tonnellate (+2,1% rispetto al 2024) per un valore complessivo pari a 3.969 milioni di euro. Della pasta esportata nel 2025, 1,3 mln di tonnellate è destinato ai paesi dell’Ue (51,9% del totale, +4% rispetto al 2024), a conferma della centralità dell’Europa per l’export italiano di pasta mentre il restante 48,1% finisce in Paesi Terzi.
Germania (466.422 tonnellate), Stati Uniti (315.018 tonnellate), Francia (292.341 tonnellate), Regno Unito (279.342 tonnellate), Spagna (69.325 tonnellate), Paesi Bassi (69.628 tonnellate) e Giappone (67.719 tonnellate) si confermano i Paesi più ricettivi. L’aumento dell’export registrato nel 2025 si conferma anche nel primo semestre del 2026, con una crescita a volume del +2,7% rispetto all'analogo periodo del 2025 (1.224.477 nel 2025 vs 1.257.234 nel 2026). L’industria pastaria italiana si conferma un asset strategico dell’agroalimentare italiano nonostante uno scenario caratterizzato da pesanti dazi all’export in USA, inflazione, conflitti, aumento dei costi delle materie prime e cambiamenti climatici che influenzano i raccolti del grano duro.
Il rapporto strategico "Valore Pasta - Il contributo della filiera dell'industria della pasta per il Made in Italy", realizzato da The European House - Ambrosetti (TEHA Group) per i Pastai di Unione Italiana Food, ha inoltre evidenziato che la filiera estesa della pasta, che comprende la coltivazione del frumento duro, l'industria molitoria e la trasformazione della pasta, ha raggiunto nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro, generando 3 miliardi di euro di valore aggiunto.
“La leadership italiana della pasta va ben oltre i risultati commerciali”, commenta Paolo Barilla, Presidente di Unione Italiana Food. “Ma il contesto globale sta cambiando rapidamente e impone alle imprese di continuare a innovare e adattarsi a scenari sempre più complessi. La sfida è quindi preservare ciò che rende unica la pasta italiana, investendo al tempo stesso in ricerca, sostenibilità, tecnologie e nuove competenze. Il futuro della nostra leadership dipenderà dall'evoluzione dell'intero sistema, valorizzando le competenze costruite nel tempo e sviluppandone di nuove. Altrettanto importante è rafforzare l'integrazione tra i diversi attori della filiera, valorizzando le eccellenze produttive e sviluppando una visione industriale condivisa, capace di affrontare le sfide globali con maggiore solidità. La sfida dei prossimi anni sarà continuare a innovare senza perdere la nostra identità”.
EFA News - European Food Agency