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CLARA MOSCHINI

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Enoturismo: Toscana e Sicilia in prima linea

Indagine Ceseo-Lumsa fa emergere le potenzialità di sviluppo delle due regioni

Non esiste un unico modello di enoturismo: le modalità di accoglienza e le esperienze proposte da ogni cantina seguono le caratteristiche e le peculiarità del proprio territorio. Dall’andamento dei flussi turistici, alle sfide legate all’accessibilità e ai temi sostenibili, l’indagine a cura del Ceseo (Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici) - Lumsa sulle cantine del Movimento Turismo del Vino esplora in occasione di Fine Italy Toscana e Sicilia e restituisce un quadro articolato sul valore della diversità territoriali e sulle opportunità di sviluppo dell’enoturismo.

Le cantine con oltre la metà di enoturisti esteri sono il 66% in Toscana e il 74% in Sicilia. Le cantine toscane hanno una posizione di leader e pioniere ma sanno anche gestire meglio i rapporti con chi commercializza l’enoturismo (46% manda le proposte più volte l’anno),  mentre le siciliane hanno un profilo più giovane e orientato alla sostenibilità e le relazioni online  e che propongono due modelli di accoglienza diversi ma complementari: nelle cantine toscane il vino si intreccia con la cultura e con il paesaggio, mostrando inoltre una grande capacità di interagire con gli operatori del settore sul territorio (il 46% manda le proposte più volte l’anno) mentre, nelle cantine siciliane si registra una spiccata attenzione alla sostenibilità, con una proposta enoturistica che trova nella gastronomia e nel calore di un’ospitalità festosa i suoi tratti distintivi.

La ricerca, presentata il 27 ottobre a Riva del Garda, nell’ambito di Fine Italy, il salone fieristico del turismo del vino in Italia, racconta due modelli di successo per la loro capacità di rendere l’accoglienza in cantina sempre più qualificata, accessibile e sostenibile.

“Questo confronto nasce dall’idea di leggere l’enoturismo a partire dalle differenze regionali”, racconta Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente Mtv, “ovvero importanti risorse da cui partire per individuare nuove possibilità di crescita in termini di miglioramento dell’offerta, qualità dell’accoglienza e capacità di rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Come Movimento Turismo del Vino, crediamo che condividere esperienze e competenze sia fondamentale per costruire un settore più consapevole e competitivo, così da promuovere congiuntamente l’offerta enogastronomica italiana sottolineandone le diversità e unicità territoriali e permettere ad ogni realtà di crescere a proprio modo ma insieme alle altre”.

L’indagine ha posto in primo luogo l’attenzione sul fronte della domanda turistica che vede la Toscana confermarsi una destinazione consolidata, caratterizzata da flussi importanti e una rete commerciale strutturata, come racconta il 42,6% di operatori del territorio che commercializzano wine-tour e il 46,8% delle cantine che invia proposte alle agenzie più volte l’anno. il 40,4% delle cantine toscane supera i 2.000 visitatori e, in relazione al 2025, il 46,8%segnala un aumento dei visitatori a fronte di un 29,8% che registra una situazione stabile. Dati che restituiscono un profilo solido che può contare inoltre su una forte presenza internazionale testimoniata dal 66% che dichiara una quota di stranieri superiore alla metà dei visitatori. 

Dalla Sicilia invece emerge una domanda sempre più in crescita accompagnata da un’evoluzione dell’offerta su tutta la regione: nel 2025 il 61,4% delle cantine dichiara un aumento dei visitatori e ben il 59% afferma di aver sviluppato nuove esperienze enoturistiche per il 2026, inoltre i tre quarti delle aziende dichiarano una clientela prevalentemente straniera, confermando anche qui l’importanza della componente internazionale. Nelle cantine siciliane la degustazione resta tuttavia il fulcro dell’esperienza con il 37,6% che offre ristorazione e solo il 23% il pernottamento, indice che esistono ancora margini per ampliare le occasioni di permanenza e potenziare la componente esperienziale della visita. Una dinamica che si riflette anche sul piano economico: per l’58,3% il fatturato legato all’enoturismo, esclusa la vendita diretta di vino, rappresenta meno del 10% del totale.

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EFA News - European Food Agency
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