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CLARA MOSCHINI

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Il patrimonio agroalimentare nelle scuole

Tre giorni a Roma dedicati al programma educativo del World Food Forum FAO

“Discovering and Safeguarding Living Agri-Food Heritage”, l’edizione italiana di CultivatED, il programma di educazione ai sistemi agroalimentari del World Food Forum, la piattaforma per i giovani ospitata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), è stata portata in tre scuole romane, nella scuola primaria e secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di via Boccea 590 e nell’Istituto tecnico agrario Emilio Sereni. 

Grazie alle attività organizzate dalla Cattedra UNESCO in Patrimonio culturale immateriale e diritto comparato dell’Università UnitelmaSapienza, diretta dal professor Pier Luigi Petrillo, dal 3 al 5 novembre, i ricercatori hanno lavorato con gli alunni per scoprire cosa rende un saper fare agricolo o gastronomico un “patrimonio vivente”: il fatto di vivere solo finché una comunità continua a praticarlo e a insegnarlo.

È questo il cuore della Convenzione UNESCO del 2003 sul patrimonio culturale immateriale, che protegge ciò che non si può chiudere in una teca: tecniche, riti e conoscenze. La Dieta mediterranea è iscritta nelle liste UNESCO dal 2010, e nel dicembre 2025 è arrivato il riconoscimento della cucina italiana. Spiegarlo in classe significa far capire ai ragazzi che il pane del forno sotto casa e l’olio del frantoio vicino hanno la stessa dignità di un monumento, con una differenza: per salvarli serve qualcuno che li porti avanti.

CultivatED è nato proprio in Italia, come progetto pilota nel 2025, e quest’anno si è esteso a scuole di tutte e cinque le regioni in cui opera la FAO. Le giornate romane sono organizzate insieme a GENERA e alla Global Youth Action Initiative del World Food Forum.

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EFA News - European Food Agency
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