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CLARA MOSCHINI

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Qvinto, fashion ma non family friendly il nuovo ristorante di Tor di Quinto

Bambini poco graditi in un parco pubblico a Roma e in gestione post gara?

“Da Qvinto le famiglie con bambini sono poco gradite”. Il caso è scoppiato in alcuni gruppi di mamme su Facebook che, agguerrite, hanno denunciato a colpi di post le loro esperienze negative col nuovo ristorante-pizzeria del parco di Tor di Quinto di Roma.

“Avevamo due passeggini, ristorante vuoto e non ci hanno fatto accomodare”, scrive Letizia (i nomi sono di fantasia); “Eravamo con tre bambini e ci hanno detto che non c’era posto”, conferma Anna; “non fanno entrare se hai bambini”, taglia corto Patrizia. C’è chi, come Pamela, poi, si è anche vista respingere una prenotazione dopo aver specificato che ci sarebbero stati dei bambini e per pronta risposta ha avuto: “sa signora, abbiamo cambiato gestione e ora è molto diverso da prima”.

EFA News ha voluto verificare in prima persona. Abbiamo inviato due mail (una a quella per le prenotazioni indicata sul sito e un'altra alla generica) con una richiesta di prenotazione a pranzo specificando che ci sarebbero stati anche dei bambini; dopo aver telefonato per sollecitare la risposta - nel corso della chiamata l'interlocutore ci ha assicurato avrebbero risposto alla mail -, abbiamo ricevuto la risposta con la quale ci si invitava "a contattare il locale al fine di verificare la prenotazione". Non un rifiuto palese ma alquanto disincentivante come risposta dopo due email e una telefonata.

La precedente gestione, “Oltre” aveva anche la toilette dotata di fasciatoio, proprio perché il pubblico che è solito frequentare il parco è composto per lo più da famiglie con bambini. Ma il nuovo corso di Qvinto, coi suoi 500 coperti e 400 posti auto, come risulta da altri post su Facebook e da una recensione su Tripadvisor, non l’ha previsto. Quanti devono cambiare il bambino sono costretti a farlo nel passeggino o in auto, nel parcheggio. Ironia della sorte, Qvinto ha aperto esattamente un mese prima della presentazione in Senato di una proposta di legge - il 13 aprile scorso - sull'obbligo di dotare i locali pubblici di fasciatoi per il cambio dei neonati accessibili a entrambi i sessi. “Un’Italia a misura di bambino diventa un Paese più family-friendly e, quindi, più civile”, ha dichiarato la prima firmataria del disegno di legge, la senatrice Laura Garavini

Vale la pena ricordare, poi, che lo spazio verde di Tor di Quinto (4.000 metri quadrati non lontano da Ponte Milvio) è pubblico ed è stato oggetto di un bando di riqualificazione urbana vinto dalla società di distribuzione di energia Green Network, che per i prossimi 30 anni si occuperà di gestire il parco, l’asilo e il servizio di ristorazione. 

Nato da un’idea dell’imprenditrice Sabrina Corbo – che col marito Pietro Saulli gestisce Green Network – il nuovo locale ha aperto il 14 marzo scorso rivelando uno spiccato gusto per il design e la cura dei dettagli che ne fanno un locale dall’”atmosfera fashion”, come risulta da altre recensioni.

Anche l’adiacente asilo è nato da un’idea di Sabrina Corbo. Lei stessa ne parla in un intervento pubblicato sul sito della ex presidente della Camera, Laura Boldrini. “Quando, agli inizi di Green Network, ero oberata dal lavoro e cercavo una baby sitter e non riuscivo a trovarla, risolsi fondando un’agenzia di tate, Le Fate Turchine”, racconta l’imprenditrice e mamma, “in seguito, riconoscendo le mie difficoltà e quelle dei miei dipendenti nel conciliare lavoro e famiglia, ho costruito un asilo aziendale come benefit gratuito per i loro figli. Oggi l’asilo Le Fate Turchine è un nido e scuola materna per 120 bambini aperto anche al pubblico”.

Ma nonostante Qvinto sia ubicato in uno spazio verde (pubblico e dato in gestione a gara), frequentato da famiglie e abbia un asilo accanto, “non è adatto ad accogliere i bambini”, come scrive un’altra mamma. Per stare su locali con spazio esterno (privato in questi casi), il vicino “Meloncini” e anche il più vocato alla night life “Profumo Spazio Sensoriale”, non lontano, sono entrambi attrezzati per le famiglie.

“Credo che ogni imprenditore abbia un dovere etico e morale da portare avanti: non è una mera questione di profitto, bensì di civiltà”, scrive ancora Corbo, “perché il profitto è certo la misura del successo economico, ma non sempre del successo umano”. Come darle torto. Intanto, perchè il suo locale venga dotato di fasciatoio bisognerà attendere l'obbligo di legge e le tante famiglie con bambini che frequentano il parco devono affidarsi alla buona sorte per pranzare al ristorante (o al sacco).

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