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CLARA MOSCHINI

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L'Emilia Romagna investe su bio e tradizione

Firmato il nuovo protocollo con Slow Food

+ 71% imprese in 7 anni e prima Regione in Italia con oltre 1.200 aziende di trasformazione e commercializzazione di prodotti biologici

L'Emilia Romagna è la prima regione in Italia per le imprese di trasformazione agroindustriale e commercializzazione/importazione di prodotti biologici (1.270 nel 2019) e per impiego di prodotti biologici nelle mense regionali, in particolare in quelle scolastiche. 

I numeri parlano chiaro: negli ultimi sette anni, da quando è attivo il programma di sviluppo rurale 2014-2020, sono cresciute del 71% le imprese biologiche di produzione e di trasformazione certificate raggiungendo, da Piacenza a Rimini, la cifra di 6.100 unità, di cui 5150 sono vere e proprie imprese agricole. Nel 2020 si contano nella regione più di 172mila ettari di superficie agricola utilizzata per la coltivazione di prodotti bio, un dato in crescita considerando i 165mila ettari del 2019. 

Con questo spirito, l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi e il presidente regionale dell’associazione Slow Food Italia, Antonio Cherchi hanno firmato oggi, in occasione del "Sana Restart" (Salone internazionale del biologico e del naturale a BolognaFiere), un protocollo a sostegno delle piccole produzioni tradizionali. Il nuovo protocollo che impegnerà i partners fino al 2022, nasce con l'obiettivo di promuovere le caratteristiche di sostenibilità e di qualità delle piccole produzioni (compresi i presidi su mercati locali), nazionali e internazionali, e di sviluppare percorsi di formazione dei produttori per accrescerne la professionalità, la conoscenza delle produzioni locali e la consapevolezza del proprio ruolo rispetto alla valorizzazione dell’identità del territorio.

La regione nel corso dell’ultimo programma di sviluppo rurale, ha destinato quasi il 30% delle risorse alle aziende biologiche.125milioni di Euro sono stati immessi nel bio attraverso il Psr per la copertura dei costi di certificazione, la promozione dei prodotti, gli investimenti aziendali e di filiera e l’insediamento dei giovani agricoltori. 7,3 milioni di Euro hanno permesso di approvare nuovi progetti grazie allo scorrimento delle graduatorie dei bandi. 

"È importante continuare a riflettere sul futuro del cibo, un argomento in forte connessione con il futuro del nostro pianeta. È importante promuovere il cibo, rispettoso verso la salute individuale, sostenibile dal punto di vista ambientale, ed etico rispetto alla società. La sfida per il futuro è continuare il confronto su queste tematiche in un territorio complesso e ricco di peculiarità locali come quello regionale", ha commentato Cherchi.

hef - 13974

EFA News - European Food Agency
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