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CLARA MOSCHINI

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In bilico trasferimento in Olanda per Campari

Solo il 4% soci esercita recesso, oltre 300 mln costi più rischio tassa Ue

In bilico il trasferimento della sede legale in Olanda per Campari. La società di beverage frena sul cambio di sede dopo i risultati del diritto di recesso che renderebbero l'operazione molto costosa. Il diritto è stato esercitato per 46 milioni di azioni Campari, pari a circa il 4% del capitale sociale. Sulla base del prezzo di recesso determinato, pari a 8,376 euro per azione, il controvalore complessivo dei recessi è di 385,36 milioni di euro. Le azioni recedute, a questo punto, andranno offerte agli azionisti Campari che non hanno esercitato il recesso, per un periodo di 30 giorni, fino al 21 giugno prossimo. Le azioni non acquistate, poi, potranno essere vendute a terzi. 

La società sottolinea che "alla luce delle attuali condizioni di mercato, è realistico presumere che, anche tenendo conto dell'impegno dell'azionista di controllo di Campari, Lagfin, ad acquistare le azioni recedute fino a un ammontare di 76,5 milioni, il controvalore complessivo delle azioni recedute , che è probabile restino non acquistate al termine dell'offerta iniziale, ecceda significativamente la soglia di 150 milioni prevista quale condizione sospensiva". In questo caso, il Cda potrà "evitare il perfezionamento dell'operazione che genererebbe un costo ritenuto irragionevole per la società semplicemente in virtù del mancato avveramento della condizione sospensiva". 

Se anche la soglia non dovesse essere superata, l'esborso complessivo potrebbe essere comunque troppo elevato per la liquidazione delle azioni recedute (la soglia era 3 milioni di azioni ovvero 7-8 milioni di euro) e il board consiglierà all'assemblea straordinaria convocata entro il 30 giugno prossimo la revoca dell'operazione. Campari conferma comunque il proprio forte impegno a completare l'operazione, che costituisce uno dei pilastri della strategia di lungo termine, e prende atto che il 96% degli azionisti di Campari non ha esercitato il diritto di recesso, nonostante il generale contesto macroeconomico sfavorevole e senza precedenti e sebbene il prezzo corrente delle azioni durante il periodo di recesso fosse inferiore in misura rilevante rispetto al prezzo di recesso. Nel caso in cui l'operazione non potesse essere per qualsiasi motivo completata, sarà nuovamente sottoposta all'approvazione degli azionisti non appena le condizioni di mercato e il prezzo delle azioni si siano stabilizzate. 

Sempre che sia ancora ritenuta vantaggiosa, visto che il patto tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e la Cancelliera tedesca Angela Merkel per finanziare il Recovery Fund prevederebbe una tassa societaria minima europea in contrasto proprio ai paradisi fiscali di Olanda o Irlanda.

agu - 11911

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