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CLARA MOSCHINI

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Prosciutto di Parma in crisi, dopo gli scandali la pandemia

Il Consorzio avvia un piano per uscire dal momento critico

Il comparto del Prosciutto di Parma mette in campo un pacchetto di azioni per sostenere il sistema produttivo della DOP e superare le criticità del momento, limitando il più possibile i danni. Come tutti i settori, anche quello del Prosciutto di Parma è stato infatti duramente colpito dalla pandemia coronavirus tanto da registrare ad oggi una perdita complessiva di almeno il 30% del proprio fatturato. La pandemia si è abbattuta sul consorzio già pesantemente provato dallo scandalo della materia prima inadeguata, che aveva portato al ritiro e alla smarchiatura di 1,2 milioni di cosce, imposto la scelta di un nuovo ente certficatore e, soprattutto, obbligato a varare un nuovo disciplinare di produzione della DOP adottato lo scorso ottobre.

Purtroppo però "la totale chiusura del canale HoReCa e la drastica diminuzione delle vendite al banco taglio hanno determinato un calo commerciale in Italia di circa 35% e una riduzione del 30% delle nostre esportazioni", ha dichiarato Vittorio Capanna, Presidente del Consorzio. "A fronte di queste enormi difficoltà, abbiamo reagito con una riduzione della produzione del 16% nei primi 5 mesi dell’anno. Ma ovviamente questo non basta a risolvere tutte le problematiche che oggi ci troviamo ad affrontare e che si ripercuotono pesantemente anche sugli altri anelli a monte della filiera. Come produttori, stiamo facendo tutto il necessario per preservare il nostro bene più prezioso, lavorando con la consueta operosità che ci contraddistingue e in piena sintonia con le Istituzioni nazionali e regionali".

Un aiuto è arrivato dal Governo ha inserito per la prima volta anche i prosciutti DOP tra i prodotti che saranno acquistati dall’Amministrazione pubblica come beni alimentari destinati agli indigenti in Italia. Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ha emanato nei giorni scorsi un bando che prevede uno stanziamento pubblico di 6,5 milioni di euro per l’acquisto di tranci di Prosciutto di Parma, iniziativa che permetterà di distogliere dal mercato oltre 100.000 Prosciutti di Parma.

In più, a supporto ai mercati internazionali, soprattutto quelli extraeuropei, il Consorzio ha richiesto e ottenuto dal Mipaaf una modifica temporanea al Disciplinare per estendere di 30 giorni la shelf life del Prosciutto di Parma preaffettato. I produttori possono così consegnare regolarmente il Prosciutto di Parma utilizzando il trasporto marittimo, anziché quello aereo, utilizzato a causa del Covid-19; una decisione fondamentale per risolvere problematiche logistiche, ridurre i costi di trasporto e prevenire lo spreco di prodotto.

I produttori auspicano che si possa effettuare anche un’operazione di ammasso privato in favore del Prosciutto di Parma. Tale operazione avrebbe molteplici obiettivi: alleggerire la pressione commerciale in un momento di drastico calo delle vendite; generare liquidità per permettere la continuità produttiva di un settore particolarmente esposto sul piano finanziario; inoltre il prolungamento della stagionatura avrebbe chiari effetti positivi sulla qualità del prodotto finito, poiché un prosciutto più stagionato determina un evidente miglioramento delle proprie caratteristiche organolettiche.

Nell’ambito delle azioni intraprese dal Governo per sostenere il Prosciutto di Parma, è prevista inoltre un’iniziativa di carattere promozionale con il settore distributivo, definita “il mese dei Prosciutti DOP”, per incentivare il consumo dei prosciutti di eccellenza.

agu - 12216

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