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CLARA MOSCHINI

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Asiago, formaggi protagonisti dell'estate

Malghe e caseifici fanno conoscere da vicino le produzioni

Ad agosto, i caseifici e le malghe produttrici di Asiago Dop Prodotto della Montagna dell’Altopiano di Asiago e dei territori montani del Trentino aprono le porte a turisti ed escursionisti per far vivere l’esperienza del lavoro del casaro e contribuire a preservare questo patrimonio unico di biodiversità, prototipo virtuoso del rispetto dell’ecosistema e della salvaguardia dell’ambiente.

Sono 17 le malghe e i caseifici di montagna che producono Asiago Dop Prodotto della Montagna, specialità che, per le sue specifiche caratteristiche, rappresenta l’essenza più tipica del territorio montano. Patrimonio riconosciuto dalla UE fin dal 2006 e garantito da un apposito e restrittivo disciplinare dalla mungitura alla trasformazione in formaggio fino alla stagionatura, Asiago Dop Prodotto della Montagna prevede l’impiego di solo latte di montagna prodotto oltre i 600 metri nelle zone incluse nella DOP veneto-trentina.

“In un territorio che, in questo periodo, conosce un importante flusso turistico, vogliamo cogliere l’opportunità per valorizzare un turismo consapevole sulle nostre montagne, attento alla natura, all’ambiente e alle tradizioni locali. – afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio di Tutela – Per questo siamo impegnanti nell’informare e promuovere il prodotto che esprime un legame unico col nostro territorio, il formaggio Asiago DOP Prodotto della Montagna, frutto di una millenaria attenzione all’ecosistema, al benessere degli animali e alla valorizzazione dell’agricoltura e produzione casearia di montagna”.

Il formaggio Asiago deve il suo nome all’Altopiano di Asiago e a un’antica tradizione che questa Dop preserva e diffonde in tutto il mondo. L’Asiago Dop Prodotto della Montagna, nelle due tipologie Fresco e Stagionato, è un prodotto esclusivo, a carattere limitato in sole 61.000 forme all’anno ed esprime un’altissima qualità caratterizzata da un profumo intenso dovuto alle erbe dei pascoli alpini e al fieno dei prati montani.

Proprio questo patrimonio unico di biodiversità, vede le malghe e i caseifici del più vasto sistema di monticazione dell’arco alpino impegnati nel garantire la corretta manutenzione dei pascoli dei boschi e dei prati e preservare per le future generazioni una produzione d’eccellenza. Un lavoro che, nello spirito della Carta di Milano, sottoscritta dal Consorzio di Tutela in occasione di EXPO 2015, interpreta l’impegno di tutti a considerare il cibo un patrimonio culturale da valorizzare nella sua origine e originalità riconoscendo all’attività agricola “un ruolo fondamentale non solo per la produzione di beni alimentari ma anche per il suo contributo a disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio e conservare la biodiversità.

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