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CLARA MOSCHINI

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Grano importato, UE smentisce allarmismi

I controlli confermano assenza di glifosato, spiega il Commissario Andriukaitis

Risposta di Vytenis Andriukaitis a nome della Commissione europea (3.9.2019).

A norma del regolamento (CE) n. 882/2004 (1) gli Stati membri hanno l'obbligo di eseguire regolarmente controlli ufficiali sugli alimenti e sui mangimi di origine non animale, tra cui il grano, importati nell'UE. La frequenza dei controlli è stabilita in funzione dei piani di controllo nazionali pluriennali basati sui rischi che tengono conto di informazioni come l'origine dei prodotti e i risultati di precedenti controlli. I controlli si svolgono in un luogo appropriato, ovvero il punto di entrata nell'UE, e comprendono almeno un controllo documentale, un controllo di identità per campionamento e, se del caso, un controllo fisico. A ciò si aggiunga che la Commissione e gli Stati membri concordano ogni anno un programma di monitoraggio pluriennale coordinato dall'UE (EUCP) (2) per i residui di antiparassitari. I servizi della Commissione verificano le attività di controllo degli Stati membri.

Agli Stati membri spetta anche creare capacità adeguate per adempiere gli obblighi che impone loro la legislazione UE in materia di sicurezza alimentare. Il glifosato è uno degli antiparassitari di cui vanno monitorati i residui nell'ambito dell'EUCP. Pertanto gli Stati membri devono pedisporre le attrezzature necessarie perché le autorità nazionali competenti possano individuare eventuali residui di glifosato. Dati recenti (3) indicano che il 90,9% dei campioni di grano esaminati non contiene residui di glifosato rilevabili e che il 9,1% contiene residui al di sotto dei limiti consentiti. In nessuno dei campioni esaminati sono presenti residui di glifosato oltre i limiti massimi.

L'EUCP stabilisce il numero minimo di campioni che ogni Stato membro deve prelevare e analizzare per ciascun prodotto. Per quanto riguarda i controlli ufficiali in generale gli Stati membri sono tenuti per legge a eseguire controlli basati sui rischi, esaminando un numero e una serie di campioni tali da essere rappresentativi dell'intero mercato.

(1) GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1. 

(2) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R0533&from=EN

                   

(3) The latest one being defined in Commission Implementing Regulation (EU) 2019/933, available at: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2019.5743.

                                       


Di seguito l'interrogazione l'interrogazione con richiesta di risposta scritta E-002343-19 alla Commissione dell'On. Ignazio Corrao (NI), del 22/7/2019.

Oggetto:  Importazioni di grano tossico: controlli nei porti dell'UE

La situazione dei produttori siciliani di grano è gravissima, anche per effetto delle importazioni indiscriminate di grano di scarsa qualità dai paesi extra UE, spesso contenente sostanze proibite e glifosato. 

Il grano arriva in Italia dai porti di tutta Europa, come Rotterdam, Marsiglia e Amburgo: una volta entrata la nave, il grano può circolare liberamente in tutta l'UE. Di fatto, il grano extra UE arriva a Rotterdam, e circolando con ditte intra UE giunge nel territorio italiano come carico UE, bypassando i controlli italiani. 

Le Dogane italiane, infatti, ci riferiscono che i controlli sanitari e doganali effettuati nei porti europei sono più blandi rispetto a quelli dell'Italia, poiché in questi porti si riceve una quantità più elevata di grano extra UE e non si effettuano i dovuti campionamenti. 

In Italia ciò avviene sul 100 % delle navi di grano extra UE, e solo occasionalmente sul grano comunitario. 

Può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1)che tipo di controlli viene effettuato sul grano che arriva nei porti europei?
2)I porti di arrivo sono provvisti di strumenti idonei per il rilevamento del glifosato?
3)È prevista una percentuale di controlli minima o si tratta di una scelta discrezionale dell'autorità portuale e dello Stato membro?

                                       

red - 8852

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