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CLARA MOSCHINI

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Liquori: piccole imprese le più colpite dai dazi Usa

Si parla di un taglio del fatturato nell’ordine del 15/20%

I liquori italiani si confermano essere il secondo settore agroalimentare più colpito dai dazi Usa, dopo il lattiero-caseario.

Dalle sei del mattino di venerdì 18 ottobre sono entrati in vigore i dazi Usa imposti su alcuni prodotti dell’Unione Europea. Tra i prodotti colpiti anche ci sono anche i liquori italiani. Sono soprattutto le piccole e medie imprese del settore dei liquori ad essere colpite dalla scure dei dazi. In Italia almeno un centinaio sono quelle più a rischio per le conseguenze derivanti dai dazi. Possiamo affermare che mediamente il 20/30% del fatturato delle aziende del settore liquori deriva dall’export verso gli Stati Uniti ed in alcuni casi può raggiungere il 50%, essendo per alcune aziende un mercato di vitale importanza. In quest’ultimo caso si parla di un taglio del fatturato nell’ordine del 15/20%.
Il valore export dei liquori dall’Italia verso gli Usa raggiunge i 163 milioni di dollari (dato delle dogane americane), con una variazione del 13%, l’Italia è il terzo Paese esportatore dopo Francia e Irlanda. “I liquori italiani si confermano essere il secondo settore, nell’agroalimentare italiano, più colpito dai dazi, dopo il lattiero caseario, con un’incidenza percentuale pari a quasi il 40%.

Il settore spirits, nell’ultimo decennio ha dimostrato un andamento molto dinamico e vocato all’export, con crescita progressiva che nell’ultimo anno ha raggiunto quasi il 45% in valore”, ha dichiarato Micaela Pallini, presidente del Gruppo Spiriti Federvini. Le aziende stimano che i dazi possano limitare le esportazioni sul mercato americano del 35%.

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