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CLARA MOSCHINI

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Roma: al Town Meeting Agrifood le proposte per il nuovo Piano strategico

Casarotti: "La ripartenza faccia dell'agroalimentare un driver di sviluppo locale potente e sostenibile"

Valorizzare la filiera agroalimentare, dalle fasi di coltivazione e allevamento a quelle di produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione. Promuovere e diffondere i prodotti tipici romani all'insegna della distintività territoriale. Identificare una Food Policy per Roma, per garantire l'accesso al cibo ai più fragili. Definire modelli di collaborazione pubblico-privato. Sono queste le principali linee di indirizzo discusse durante il Town Meeting Agrifood appena concluso per dare valore aggiunto a un comparto strategico che solo a Roma conta oltre 40mila imprese tra agricoltura, industria, distribuzione, ristorazione e servizi, nell'ottica di uno sviluppo orientato ad affermare l’identità competitiva di Roma oltre che ad attrarre investimenti nell’area urbana e rurale. Con oltre 80 protagonisti di filiera tra atenei, associazioni di categoria, operatori e istituzioni, collegati tramite una piattaforma online, il Town Meeting Agrifood - come già avvenuto per Futouroma, il Piano strategico del turismo di Roma - si è dimostrato un format innovativo all'insegna della partecipazione attiva, tramite interventi diretti e televoto, che si inserisce nel percorso finalizzato alla stesura del Piano strategico agroalimentare di Roma, promosso dall’Assessorato allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e dall'Assessorato all'Urbanistica, in collaborazione con Camera di Commercio di Roma.

Due le sessioni di lavoro che hanno decretato le priorità di azione a supporto dell'intero sistema e che confluiranno nel piano strategico complessivo: nella prima parte si sono analizzate le criticità su cui è necessario intervenire, nella seconda parte le proposte. 

Tra le criticità riscontrate durante il confronto:

- consumo: scarsa consapevolezza da parte dei consumatori e dei turisti sulle specialità territoriali, sulla qualità del cibo ed una scarsa sensibilità in tema di consumo responsabile;

- filiera: visione che non si adatta ai cambiamenti della società;

- produzione agricola: caporalato e infiltrazioni criminali all'interno del sistema agro-alimentare rappresentano una specifica problematica sul tema;

- promozione: mancanza di un marchio che accerti l'affidabilità della produzione di uno specifico territorio;

- territorio: riportare l'agricoltura in città;

- sostenibilità: maggiore tutela dell'ambiente;

- ristorazione: aumentare la qualità dei prodotti offerti con particolare attenzione alle materie prime;

- commercio: difficoltà nel dare una distribuzione capillare nella competizione del prezzo e nella grande distribuzione;

- governance:  necessità di una visione strategica che possa dare risposte nel breve e medio periodo alle imprese;

- innovazione e ricerca: maggiore legame tra istituti di ricerca e mondo agrifood per un uso consapevole del prodotto.


 Tra le proposte avanzate dai partecipanti:

 - strategie e governance: la pubblica amministrazione deve diventare il mediatore per il coordinamento della filiera per rispondere alla crisi Covid, anche riducendo la burocrazia, semplificando le procedure e le attività per promuovere politiche sostenibili;

 - partenariato pubblico e privato: il finanziamento pubblico deve essere supportato da meccanismi finanziari innovativi e le istituzioni devono essere i veri promotori del cambiamento attraverso un patto tra cittadini e imprenditori.

 - filiere e mercato: rafforzare la collaborazione tra i produttori con aggregazioni/associazioni di produttori per rendere i prodotti più appetibili per la grande distribuzione;

 - identità e politiche di marchio: favorire l’aggregazione tra gli attori. Nel costruire l'identità e la valorizzazione attraverso lo storytelling occorre raccontare le aziende e i produttori oltre ai prodotti.

 - programmazione e semplificazione: serve un testo unico dell'agricoltura e maggiore pianificazione.

 - innovazione e ricerca: necessità di guardare con decisione alle nuove tecnologie e alla digitalizzazione con scambio di informazioni per via telematica, piattaforme per l'aggregazione dell'offerta, piattaforme per la vendita e lo scambio dei prodotti.

 “La nostra città vanta una vocazione rurale millenaria, che si estende anche verso una tradizione gastronomica apprezzata in tutto il mondo, con esperienze imprenditoriali di successo; l'enorme potenziale che potrebbe e dovrebbe esprimere il territorio in termini culturali, economici e sociali finora non è stato opportunamente promosso, valorizzato e messo a sistema. É il momento di far leva su tale patrimonio per dar vita a una fase di ripartenza che faccia dell'agroalimentare un driver di sviluppo locale potente e sostenibile e un fattore di riconoscibilità e attrattività internazionale. Il Town Meeting odierno è un’occasione unica per tutti gli attori della filiera: essere protagonisti della pianificazione strategica e delle priorità di azione nei prossimi anni”, dichiara Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

 “Il confronto di oggi è una tappa fondamentale all’interno di una visione generale che deriva da un insieme di azioni organiche sulla pianificazione della città. Occuparsi delle politiche sul cibo significa affrontare non solo il tema del diritto fondamentale a un’alimentazione adeguata e sana ma anche delle relazioni tra città e campagna, del paesaggio nelle città, del valore sociale della produzione, dei rapporti all’interno delle filiere, dei diritti dei lavoratori, della rigenerazione degli spazi, delle pratiche inclusive e di solidarietà. La stesura di questo Piano Strategico è un tassello fondamentale che fa parte della strategia condivisa sullo sviluppo sostenibile della città. E’ il momento di far emergere e investire sulle vocazioni della nostra città sostenendo, all’interno di una strategia politica, la nascita di luoghi e spazi dedicati alla ricerca, all’innovazione, alla creazione di ecosistemi di saperi che favoriscano lo scambio di pratiche e il trasferimento tecnologico per sfruttare al massimo il patrimonio di conoscenze e ricerche, di enti pubblici e privati, associazioni di categoria e stakeholder territoriali, che formano un vasto sistema che deve essere valorizzato”. Così Luca Montuori, assessore all'Urbanistica di Roma Capitale

 Tra gli altri hanno partecipato ai tavoli virtuali rappresentanti di: Fao, Arsial, Car, Regione Lazio, ministero Politiche agricole, Università della Tuscia, Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata e Luiss Guido Carli, Crea, Enea, Unindustria e Coldiretti.

CTim - 12361

EFA News - European Food Agency
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