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CLARA MOSCHINI

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Grana Padano, la grande svendita

"Pur di non perdere consumatori", spiega il neo-presidente del Conzorzio

"Io non mi preoccupo del prezzo oggi, voglio solo che nessuno dei miei consumatori mi abbandoni". Esordisce così in una lunga intervista concessa al Sole 24 Ore di venerdì  Renato Zaghini, da poco eletto presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano Dop. Battendo la strada opposta a quella scelta dal concorrente Parmigiano Reggiano, Zaghini sostiene l'obiettivo di mantenere quote di mercato, piuttosto che il livello di prezzo. Grana a prezzi di saldo? Sembrerebbe di sì, visto che il presidente conferma che "in termini di prezzo abbiamo perso, più o meno un euro al chilo. Ma in questo momento mi interessa di più che le famiglie e i consumatori non abbandonino il Grana Padano. Perché è solo mantenendo lo stesso livello di consumi, che possiamo mantenere lo stesso livello di produzione".

In realtà, le perdite di consumo sono arrivate dal blocco della ristorazione fuori casa, settore che stenta a ripartire e dove recuperare lo stesso livello di consumi precedenti al Covid-19 si prospetta impossibile per i prossimi mesi. E, anche se Zaghini non lo dice, una politica di prezzi bassi potrebbe ampliare le vendite nella gdo. Nell'intervista manca però una domanda: per quanto tempo saranno sostenibili per i produttori prezzi in calo anche del 40%?

Zaghini spiega che "durante il lockdown, per scelta abbiamo deciso di non lasciare indietro nessun allevatore e abbiamo trasformato ogni litro di latte che ci è stato conferito. La vendite nella grande distribuzione sono andate bene, ma la chiusura dei ristoranti e dei bar ha pesato anche per noi. Nel 2019 avevamo prodotto oltre 5,16 milioni di forme di Grana Padano, è chiaro che quest'anno non potremo permetterci altrettanto. Così, durante l'ultima assemblea dei soci, pochi giorni fa, abbiamo ritoccato al ribasso il piano produttivo per il 2020, contenendo la produzione tra 4,8 e 5 milioni di forme".

Opposta la strategia del Consorzio del Parmigiano Reggiano, la cui assemblea dei soci ha detto sì al ritiro dal mercato di 320mila forme pur di arginare il crollo dei prezzi. Secondo i dati Ismea, il valore della produzione del Parmigiano Reggiano (prima Dop italiana) è di 1,43 miliardi di euro, mentre quello del Grana Padano è di 1,27 miliardi.

agu - 12673

EFA News - European Food Agency
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