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CLARA MOSCHINI

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Contratto alimentari, pesante spaccatura

Federalimentare: "L'accordo siglato nella notte da 3 associazioni su 14 non può essere riconosciuto come Ccnl"

"L'accordo siglato nella notte da 3 associazioni su 14 non può essere riconosciuto come Ccnl industria alimentare". E' l'intervento ufficiale di Federalimentare dopo le interruzioni delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro delle industrie alimentari, e dopo la spaccatura tra Unione Italiana Food (pasta, dolci e caffè), Assobirra e Ancit (tonno in scatola) da un alto, che hanno firmato, e dall'altro Anicav (pomodoro), Assalzoo (mangimisti), Assica (carni suine), Assocarni (carni bovine), Assitol (olio), Assobibe (beverage), Assolatte, Federvini, Italmopa (mugnai), Mineracqua e Unaitalia (carni avicole, non fa parte di Federalimentare).

 Le 11 associazioni che rappresentano oltre il 70% del fatturato dell'industria alimentare evidenziano le difficoltà riscontrate anche nella tornata di trattativa di ieri a trovare soluzioni adeguate e sostenibili per settori che con il Covid hanno registrato cali di mercato anche del 40% e stimano una ripresa lenta e incerta.

Il vice presidente di Federalimentare, Silvio Ferrari, evidenzia “l'estrema difficoltà a veder riconosciuta nella trattativa una eterogeneità dei diversi settori, con disponibilità di incrementi salariali, per i prossimi anni, molto diverse. Le proposte dei settori che rappresentano la maggioranza dell'industria alimentare non hanno trovato risposte e la proposta di incrementi retributivi e sul welfare, superiore alla precedente tornata pre Covid, è stata ritenuta dal Sindacato non adeguata a proseguire il negoziato. Per queste associazioni – continua Ferrari – era e resta necessario rimanere all'interno del Patto della Fabbrica e continuare il negoziato per raggiungere intese soddisfacenti per le imprese associate, dalle piccole alle grandi. Federalimentare e le associazioni aderenti, dalla stessa coordinate, manifestano rammarico per l'evoluzione della trattativa, che ha reso impossibile convergere sulle richieste salariali, ma anche su alcuni aspetti normativi”.

La dichiarazione di Ferrari arriva, dopo il rifiuto dei sindacati, nella notte di ieri, di proseguire il confronto sulla proposta economica avanzata da Federalimentare, del tutto congrua rispetto alla difficoltà della congiuntura economica, e in linea con le regole del Patto per la Fabbrica. 

Secondo Federalimentare la richiesta economica del sindacato non tiene in debito conto la pesante situazione di crisi, confermata dai dati Istat (-12% Pil, secondo trimestre 2020), che anche gli organismi internazionali riconoscono come la più grave dal dopoguerra ad oggi e della quale non si conoscono tempi ed evoluzioni. Per non parlare della lentissima ripartenza del fuori casa, che rappresenta un terzo dei consumi.

Con senso di responsabilità nei confronti delle aziende e dei lavoratori, nell'obiettivo di mantenere i livelli occupazionali, le Associazioni Anicav, Assalzoo, Assica, Assitol, Assobibe, Assolatte, Federvini, Italmopa, Mineracqua, e Federalimentare, confermano la volontà di proseguire il percorso negoziale, considerando che è stato già raggiunta un'intesa sui valori del Trattamento economico minimo e del welfare e su vari capitoli normativi. 

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EFA News - European Food Agency
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