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Esselunga, tripletta a Genova

Per Giovanni Toti era "un antico desiderio del patron Bernardo Caprotti"

Il nuovo punto vendita nel capoluogo ligure sarà inaugurato prima di Natale, ma ne sono previsti già altri due.

È bastato un post su Facebook che annunciava lo sbarco a Genova di Esselunga per rendere incandescente questa estate. Dopo anni di diatribe sull'arrivo nel capoluogo ligure del colosso dei supermarket milanesi targati Caprotti, il presidente della Regione Giovanni Toti ha ufficializzato pochi giorni fa l'apertura del primo supermercato Esselunga in pieno centro, a cui ne seguiranno altri due nei prossimi anni. Uno sbarco in piena regola in via Piave, dove sorgeva un'imponente concessionaria Fiat - Audi - Porsche, a due passi dal mare e dalla passeggiata di Corso Italia, per un supermarket da circa 1.500 metri quadri con tutti i reparti, servizio di bar e ristorazione, con la possibilità di consumare all'interno durante la pausa pranzo dal lavoro, per esempio. 

“L'inaugurazione è fissata per metà dicembre 2020, prima di Natale. È la prima Esselunga genovese, l'antico desiderio del patron Bernardo Caprotti”, spiega Toti. Che sottolinea come tutto sia privato, dall'acquisto dell'area al progetto, pagato dai Caprotti - “e non dagli enti pubblici, che non hanno messo una lira”, precisa il presidente. Intanto lui ribadisce quanto pubblicato nel suo post del 18 agosto. “Abbiamo lottato per portare un marchio così importante in città e alla fine abbiamo mantenuto la promessa. Più concorrenza vuol dire prezzi più bassi, più soldi che restano nelle tasche delle famiglie. Più concorrenza vuol dire più occupazione e più qualità dei prodotti”, scrive Toti. E lo ripete nell'intervista che concede a EFA News

“Non c'è nessun problema con gli altri, abbiamo ottimi rapporti con tutti. Non facciamo regali a nessuno, trattiamo tutti sullo stesso piano. Ma non vogliamo nemmeno un territorio al quale accedere sia più difficile per qualcuno. La concorrenza è un vantaggio per tutti: ne beneficiano la qualità del prodotto e costo medio carrello. Se il costo della spesa cala ben venga”, conferma il governatore. Che tiene a precisare come abbia iniziato a lavorare a questo progetto fin dal suo arrivo a Genova, nel 2015. “Ci sono voluti cinque anni - dice - ma alla fine si realizza questo progetto a cui il patron Caprotti teneva tantissimo: l'approdo della sua azienda in una città che lui considerava fondamentale come Genova. A La Spezia Esselunga ha già aperto da tempo, con evidenti benefici sui prezzi”. 

Il piano del nuovo management di Esselunga (sempre targato famiglia Caprotti) è di aumentare l'interesse su Genova e la Liguria. Nei prossimi tre anni, infatti, è prevista l'apertura di altri due punti vendita: oltre a questo di via Piave, uno a ponente e uno in zona San Benigno, nelle vicinanze della sede di Msc Crociere. Poi, forse, in altre zone, in località più piccole. A dare la stura al progetto, fa notare Toti, la legge regionale sulla grande distribuzione approvata nel 2016 dalla sua giunta, contenente la norma che prevede la possibilità di realizzare in Liguria grandi strutture di vendita soltanto in quindici aree, una decina delle quali sono a Genova: 15 zone considerate le più opportune in cui dare il via libera ai supermercati, secondo criteri ambientali, dunque escludendo, ad esempio, aree esondabili o aree le cui vie d’accesso siano a rischio esondazione, oppure zone che potrebbero subire un incremento dell’inquinamento dovuto al traffico generato. Tra le zone blindate, la Fiera di Genova (se vi si insediano aree commerciali non possono avere grandi superfici di vendita) ma anche Sestri Levante, Recco, Villanova d’Albenga, Albenga (nelle aree della sponda sinistra del fiume Centa) e l’ex Cava Filippi di Castelnuovo Magra. 

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EFA News - European Food Agency
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