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CLARA MOSCHINI

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Coldiretti Puglia chiede istituzione di Assessorato regionale agroalimentare

Anche per rafforzare la filiera Made in Puglia dal campo alla tavola

Aperto il confronto politico della giunta dei presidenti di Coldiretti Puglia con i 4 candidati alla presidenza della Regione

Istituire l’Assessorato regionale dell’agroalimentare, centrale nello sviluppo e nell’identità del sistema Puglia per avere un interlocutore forte e univoco, ma anche per rafforzare la filiera agroalimentare Made in Puglia dal campo alla tavola. Con questa richiesta il presidente regionale Savino Muraglia, ha aperto il confronto politico della Giunta dei presidenti di Coldiretti Puglia con i 4 candidati alla presidenza della Regione Puglia, alla presenza dei quadri dirigenti e della base sociale dell’Organizzazione.

Aspettando l’election day, la tornata elettorale del 20 e 21 settembre prossimi in cui i cittadini pugliesi saranno chiamati alle urne, Coldiretti in Puglia ha illustrato a Ivan Scalfarotto (Italia Viva, Azione, +Europa), Raffale Fitto (centrodestra), Michele Emiliano (centrosinistra) e Antonella Laricchia (M5S) il documento ‘La Puglia possibile’, una proposta in 18 punti per riportare al centro dell’azione di Governo regionale l’agricoltura e l’agroalimentare pugliesi.

Dal gap della logistica, delle infrastrutture e dei trasporti al digital divide che ostacolano la competitività delle imprese agroalimentari pugliesi, dalla mancanza di un piano concreto di contenimento della fauna selvatica alle azioni di sostegno per le famiglie con le mense pubbliche a km 0 ad un nuovo welfare per gli anziani e le fasce più deboli della popolazione, Coldiretti Puglia ha sollecitato interventi e provvedimenti legislativi ad hoc per rispondere alle esigenze della società civile e delle imprese agricole che chiedono sicurezza contro la criminalità che crea un clima di sfiducia e paura nelle campagne.

L’agricoltura pugliese è una grande realtà economica e sociale che conta 3,6 miliardi di euro di Produzione Lorda Vendibile e il motore di uno sviluppo diffuso anche per l’occupazione con un totale di circa 1.220.000 occupati, un mondo economico e lavorativo di imprese agricole hanno bisogno di condizioni di mercato del lavoro che siano realmente sostenibili, considerato che in Italia la tassazione sul lavoro stagionale è più alta di quella che esiste in Paesi come Francia e Spagna.
L’emergenza Covid 19 ha avuto effetti gravi sul settore agricolo e agroalimentare – ha precisato Coldiretti Puglia - con un bilancio da profondo rosso nei campi con oltre 600 milioni di euro di danni, registrati soprattutto dai settori floricolo, vitivinicolo, oleario, agrituristico, lattiero –caseario e pesca.

“Se è vero che l’agricoltura sta tenendo duro di fronte alla crisi generale, non si può negare che molte filiere siano in profonda difficoltà dalla quale occorre uscire con una robusta iniezione di liquidità – ha chiesto il presidente Muraglia - ma anche realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Puglia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto 'equo', basato sugli effettivi costi sostenuti. Sono migliaia le attività che rischiano la debacle, in un contesto aggravato dalla mancata della gestione del ‘bene acqua’ e dalla lunga gestione commissariale dei Consorzi di Bonifica. Ma è Sos anche per molte attività che rientrano tra quelle che integrano la produzione, meglio note come 'attività connesse', l'agriturismo in primis che ha bisogno di una forte iniezione di liquidità dopo mesi di forzato lockdown”.

Rastrellare risorse è possibile e rimodulare è l’unica strada per non perdere i fondi del PSR scongiurando di mettere a rischio la deroga che la Regione Puglia ha già avuto dall’UE, utilizzando gli 800 milioni di euro di risorse del PSR ancora non spesi per una quota dei quali si rischia il disimpegno.

A tinte fosche per Coldiretti Puglia lo scenario causato dalla Xylella fastidiosa, la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere e che ha colpito il 40% del territorio pugliese con la perdita stimata di 21 milioni di ulivi nell’area infetta, demarcata tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto, arrivando sino alla provincia di Bari. Il ramo pugliese dell'associazione dei coltivatori diretti  chiede da anni la convocazione di un tavolo istituzionale inter-assessorile con il supporto del mondo della ricerca, perché il dramma della Xyella in Puglia continua ad essere affrontato e gestito a pezzi, senza una strategia condivisa anche dai differenti enti preposti della Regione , mentre al contempo il sistema dei monitoraggi e dei campionamenti va potenziato perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici.

Per contrastare la tropicalizzazione è evidente per Coldiretti Puglia quanto sia da rivedere a fondo il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi, ma anche il meccanismo assicurativo deve essere ripensato, perché le polizze multirischio non coprono assolutamente le colture dagli eventi estremi che si stanno verificando a causa della tropicalizzazione del clima, oltre ad essere eccessivamente onerose.

“Il prossimo quinquennio è per noi indispensabile – ha insistito Muraglia - per promuovere e diffondere la distintività delle produzioni e dei processi di trasformazione del cibo, la costituzione di filiere agroalimentari, anche attraverso un sostegno finanziario pubblico”, a cui corrispondano tavoli tecnico-scientifici ad hoc per “allineare il mondo della produzione alle nuove richieste di mercato, con l’innovazione di prodotto e di processo”.

red - 13088

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