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CLARA MOSCHINI

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Anziani e vitamina D: rimedio per prevenire le infezioni

Ricerca dell'Associazione Brain and Malnutrition, in collaborazione con l’Osservatorio Grana Padano

Una nuova ricerca dell'Associazione Brain and Malnutrition, in collaborazione con l’Osservatorio Grana Padano, ha dimostrato come l'integrazione della vitamina D all'interno di una dieta bilanciata, può prevenire le infezioni, tende a rafforzare l’apparato del muscolo scheletrico ed è un'ottima alleata per curare le malattie neurodegenerative. E' stato ampliamente dimostrato come la vitamina D non sia una sostanza di contorno, ma le sue capacità la rendono un ormone a tutti gli effetti. Inoltre i soggetti con una carenza di vitamina D sono maggiormente esposti alle infezioni, hanno una maggiore predisposizione alle malattie autoimmuni ed a quelle neurodegenerative come l’Alzheimer ed il Parkinson.

A tal proposito la ricerca è stata effettuata prendendo a campione 500 pazienti affetti da Parkinson con un'età media di 70 anni. Oggi più che mai, la pandemia causata dal Covid-19, ci ha dimostrato come gli anziani siano tra le fette di popolazione più esposte a rischio. In Italia gli over 65 sono quasi 14 milioni, e di questi, almeno la metà ha un età maggiore di 75 anni. I 500 soggetti sono stati sottoposti ad un'analisi del livello di vitamina D nel sangue. Di questi, il 65,6% ha riportato uno stato di carenza di vitamina D (25 (OH) D <20 ng/ml), ed in molti casi sono stati riscontrate delle malattie più gravi, sintomi accentuati e funzioni cognitive compromesse. Il 26,6% dei pazienti campione, ha riportato livelli insufficienti di vitamina D (20-30 ng/mL).

La Dott.ssa Michela Barichella, Presidente di B&M Association e membro del Comitato scientifico OGP, ha commentato: "Possiamo più facilmente sostenere che i bassi livelli di vitamina D hanno un impatto negativo sulle caratteristiche cliniche sugli anziani, specie quelli colpiti dalla malattia di Parkinson. Saranno necessari ulteriori studi interventistici per valutare i potenziali benefici sulla progressione della malattia del miglioramento dello stato cognitivo, possiamo però affermare che la vitamina D è un fattore determinante non solo per l’apparato muscolo scheletrico, ma anche per le malattie neurodegenerative e per la riduzione delle infezioni".

Un'ulteriore raccomandazione per gli anziani, arriva dagli esperti dell’Osservatorio Grana Padano. Gli studiosi raccomandano di evitare lunghe esposizioni al sole e di controllare periodicamente il livello di vitamina D. Nel caso in cui il soggetto risulti carente, sarà necessario provvedere ad una corretta integrazione tramite una prescrizione medica, o con una dieta contenete alimenti come formaggi stagionati, latte yogurt ed altri prodotti ricchi di vitamina D.

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EFA News - European Food Agency
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