It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube

Consumi ancora in calo, vendite al valore diminuite del 7,2% rispetto a luglio 2019

Preoccupano le analisi di Federdistribuzione e i dati istat negativi sul commercio al dettaglio

Cattive notizie ci arrivano dall'analisi effettuata da Federdistribuzione, organismo espressione della Distribuzione Moderna Organizzata, relative alle vendite ancora in calo dopo il post loockdown. Condizioni economiche incerte per il futuro, una riduzione diffusa del potere d'acquisto ed un atteggiamento misurato dei consumatori in merito agli acquisti ritenuti 'meno necessari', sono gli aspetti che preoccupano Federdistribuzione e non solo. A questa cornice si aggiungono i dati istat negativi sul commercio al dettaglio, e nettamente in calo rispetto all'anno precedente. 

Rispetto a luglio 2019, infatti, è stato registrato a luglio 2020 un calo del -7,2% nelle vendite a valore. Il non alimentare è diminuito dell'11,6%, mentre l'alimentare è calato del 1,1%. 

Preoccupano anche le parole del presidente Claudio Gradara: "Assistiamo ad un'ulteriore rallentamento dei consumi". "Sul fronte non alimentare la flessione si conferma consistente per settori come l'abbigliamento, dove il crollo delle vendite raggiunge il picco del -27,9% ma anche per prodotti di profumeria e per la cura della persona", aggiunge Gradara. Un altro fattore che ha influito sulla crisi, secondo il presidente, è una mancata spinta dei saldi estivi, anche se solo il prossimo mese sarà possibile effettuare un bilancio più preciso. La flessione sull'alimentare è invece imputabile anche alla mancanza dei turisti stranieri, in particolar modo nelle città d'arte e alle variazioni climatiche che hanno in parte condizionato alcune tipologie di prodotto - prosegue questi -. Un trend comunque altalenante che conferma le nostre stime e ci porterà a fine anno a una variazione nulla sul 2019".

Gradara sottolinea come sia necessario, ora più che mai 'invertire la rotta', e per farlo è necessario mettere a punto un piano strutturale che punti principalmente "sul 'fattore fiducia' che deve essere rialimentato". A questo vanno aggiunte delle azioni dirette sui consumi, ma da sole non potranno fare la differenza. 

hef - 13247

EFA News - European Food Agency
Related
Similar