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CLARA MOSCHINI

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Formaggi, riparte l'export

Bene le vendite Ue, crollo in Usa, boom in Canada

Relativamente all’export del semestre, crescono i formaggi freschi (+14,1%), i grattugiati (+6,2%) e la mozzarella (+1,3%); stabili invece le prestazioni dei duri come Grana Padano e Parmigiano Reggiano che insieme non vanno molto oltre i risultati del primo semestre 2019, con un +0,6%.

Buone notizie sul fronte dell’export per i formaggi italiani. Il primo semestre di quest’anno si è chiuso con un +3,0% in volume e un +0,8% in valore. Leader della crescita dei volumi sono i formaggi freschi, mentre i Dop subiscono ancora gli strascichi del lockdown.
Le performance del mese di giugno sono emblematiche, sottolinea Assolatte, perché sanciscono la ripresa dell’export formaggi, che, dopo i cali registrati nei mesi scorsi, registra un +6,0% in volume e +0,8% in valore. Relativamente all’export del semestre, crescono i formaggi freschi (+14,1%), i grattugiati (+6,2%) e la mozzarella (+1,3%); stabili invece le prestazioni dei duri come Grana Padano e Parmigiano Reggiano che insieme non vanno molto oltre i risultati del primo semestre 2019, con un +0,6%.

Meno brillante, invece, la situazione degli altri formaggi stagionati. La palma d’oro per l’export dei formaggi Dop spetta al Gorgonzola, l’unico della categoria a registrare un significativo incremento: 3,2% in volume e 1,1% in valore. Il primo semestre 2020 conferma anche la frattura tra l’export comunitario e quello extra-Ue. Il mercato unico si rivela ancora una volta di vitale importanza: tra le principali destinazioni Ue crescono in modo deciso i Paesi Bassi (+13,5%), il Belgio (+12,5%), la Francia (+10,6%) e la Germania (+5,0%). In controtendenza la Spagna, che ha ridotto del 10,8% gli ordini.

Guardando al resto del mondo, si conferma il calo dell’export dei formaggi italiani negli Stati Uniti (-22,9%) ma si registra anche una inaspettata contrazione delle vendite in Giappone (-7,7%), dovuta ai vistosi cali di maggio e giugno. Canada e Corea del Sud si riconfermano invece le destinazioni extra-Ue di maggior soddisfazione (+46% e +18%) grazie soprattutto agli accordi commerciali siglati con l’Unione.
Cresce anche la Cina (+2,4%), che resta uno dei mercati con più elevate potenzialità di sviluppo per l’alimentare italiano. È di ieri a Bruxelles la firma dell’accordo bilaterale, dopo l’intesa di massima dello scorso novembre per il riconoscimento e la tutela di ben 100 Indicazioni Geografiche europee.

“L’accordo entrerà in vigore nel 2021 sancendo un nuovo scenario per i nostri formaggi Dop – evidenza Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte –. È un passo importante che rafforza la tutela internazionale delle nostre eccellenze casearie.” “Possiamo essere ragionevolmente ottimisti per il prossimo futuro – conclude Ambrosi –. In un quadro preoccupante come quello italiano, le esportazioni agroalimentari nel 2020 sono state le meno colpite: durante il lockdown la produzione non ha subito drastici arresti e il calo della domanda interna è stato contenuto dall’aumento della spesa per alimenti nei canali della distribuzione.”

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EFA News - European Food Agency
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