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Ricerca e biotecnologie: Nbt, investimenti e innovazione

Talk "Cibo per la mente": servono aiuti economici e una semplificazione a livello europeo

L'evento si è svolto nel corso della "Biotech Week 2020", un'iniziativa promossa e coordinata da Assobiotec

Nel corso di “Ricerca e biotecnologie: NBT, investimenti e innovazione”, terzo appuntamento con i talk di "Cibo per la mente", la filiera agroalimentare italiana ha evidenziato la necessità di rilanciare la ricerca sulle nuove tecniche di miglioramento genetico, sostenerla con aiuti economici concreti e semplificare la regolamentazione a livello europeo.

Il talk si è svolto nel corso della "Biotech Week 2020", un'iniziativa promossa e coordinata da Assobiotec, che si celebra in tutto il mondo dal 28 settembre al 4 ottobre. Sette giorni di eventi e manifestazioni, con l'obiettivo di diffondere la conoscenza sulle biotecnologie. "Cibo per la mente" include un "Manifesto di intenti" e proposte sottoscritto da 16 associazioni imprenditoriali (Aisa, Agrofarma, Api, Assalzoo, Assica, Assitol, Assobiotec, Assofertilizzanti, Assosementi, Compag, Cia, Confagricoltura, Copagri, UnaItalia, Uniceb, Unionzucchero). 

Dal "BioInItaly Report 2020" realizzato in collaborazione tra Assobiotec ed Enea, emerge che in Italia nel 2019 sono 60 le aziende biotech che operano nell’area agricoltura, veterinaria e zootecnica. Il fatturato supera gli 850 milioni di euro e l’80% sono classificabili come piccole o micro imprese. 

Durante il dibattito è intervenuto Mario Enrico Pè, presidente di Siga: "Le nuove tecniche che i nostri agricoltori hanno a disposizione oggi hanno una portata rivoluzionaria: questi strumenti ci permettono di intervenire sul patrimonio genetico di una pianta in modo preciso ed efficiente, in tempi brevi e a costi bassi e riproducendo quelle mutazioni che avvengono spontaneamente in natura. Per farlo però la ricerca italiana avrebbe finalmente bisogno di essere sostenuta e adeguatamente finanziata".

“Le potenzialità nelle New Breeding Techniques sono estremamente elevate, eppure gli agricoltori europei non possono accedervi a causa di una normativa europea che erroneamente assimila agli OGM i prodotti ottenuti attraverso queste tecniche. Il risultato è che, secondo una recente indagine condotta da Esa-Euroseeds, l’associazione che rappresenta il settore sementiero a livello europeo, il 40% delle aziende che investono in ricerca hanno bloccato i loro programmi di innovazione, proprio a causa di questa incertezza", ha aggiunto Alberto Lipparini, direttore di Assosementi.

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EFA News - European Food Agency
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