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CLARA MOSCHINI

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Confagri E. Romagna preme per una filiera del grano unita

Le dichiarazioni del presidente Marcello Bonvicini

"La filiera del grano 100% italiano rischia di rimanere un concetto astratto se non si crea una vera organizzazione interprofessionale", afferma il presidente Marcello Bonvicini.

"Attenzione ai falsi miti: la flessione del prezzo del grano duro – avverte il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Marcello Bonvicini – non dipende dal Ceta (il contratto di libero scambio tra Ue e Canada), bensì da dinamiche dell’economia globale, in particolare la maxi offerta proveniente da paesi produttori top e il cambio euro/dollaro sfavorevole per la nostra produzione nazionale". È scorretto e inutile, prosegue Bonvicini, continuare a illudere gli agricoltori. 

"Assistiamo ogni giorno a proclami di vittoria quando nulla è stato fatto finora, con l’incognita della instabilità dei mercati a evidenziare le varie dicotomie – spiega  –. La filiera del grano “made in Italy” va costruita realmente, con una visione comune, all’interno di una organizzazione interprofessionale capace di unire attorno a un tavolo tutte le sue componenti – produttori, stoccatori, commercianti, con gli industriali del settore molitorio, pastario e mangimistico –, per dare un futuro alle nostre produzioni altrimenti, questa filiera ideale, rimarrà sempre un concetto astratto. Il mercato dei prezzi dimostra che slogan e bandiere non generano un valore economico. Bisogna invece definire e condividere, insieme agli attori della filiera, strategie di valorizzazione della produzione nazionale, tenendo conto delle dinamiche internazionali e di variabili difficilmente calcolabili". 

Sull’attuale campagna vendita del duro, cominciata con la prima quotazione alla Borsa Merci di Bologna lo scorso 2 luglio, interviene il presidente dei cerealicoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, Lorenzo Furini: "Da luglio a oggi, il prezzo è sceso da 303-308 a 280-285 euro a tonnellata. L’attività molitoria procede nella norma, mantenendo una posizione cosiddetta “attendista” senza l’esigenza di richiedere ulteriori quantitativi di prodotto perché i magazzini sono pieni. Come vedere il bicchiere mezzo pieno? A settembre dello scorso anno le quotazioni erano ferme a 227 euro a tonnellata per poi risalire, a partire dalla prima decade di ottobre, fino a raggiungere 257 euro a tonnellata nel mese di dicembre e 262 euro/tons a febbraio. Speriamo di chiudere con un andamento al rialzo anche la campagna commerciale 2020-2021, una volta terminata l’elevata offerta di grano duro dall’estero". Va inoltre sottolineato che la domanda di prodotti alimentari provenienti da filiere nazionali è in costante crescita quindi l’industria di trasformazione cercherà sempre più materie prime italiane.

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EFA News - European Food Agency
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