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CLARA MOSCHINI

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Covid-19: si profila chiusura anticipata dei ristoranti

Per Filiera Italia "misura controproducente e priva di senso: a rischio gli oltre 2 milioni di occupati della ristorazione"

Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, dichiara essere "del tutto ingiustificata", la decisione che potrebbe essere contenuta all'interno del prossimo Dpcm atteso per mercoledì 7 ottobre. Coprifuoco con locali chiusi a partire dalle 22 o 23, è questa una misure più restrittive che potrebbe essere prevista dal prossimo Dpcm, e che non avrebbe dei moventi reali, "ancora di più se consideriamo che oggi esistono norme estremamente rigide sul distanziamento, la sanificazione e le regole da seguire all'interno dei locali”, sottolinea il consigliere. 

Secondo la fondazione che raccoglie il meglio del made in Italy agroalimentare, sarebbe, infatti, molto più efficace far rispettare rigidamente le regole anti-assembramento all’esterno piuttosto che insistere sulla chiusura anticipata dei ristoranti.
Scordamaglia ha sottolineato che una decisione del genere non farebbe altro che far precipitare ancora di più questa crisi, nella quale si è ritrovato il mondo della ristorazione a seguito della pandemia. Difatti, il 50% circa dei ristoranti italiani oggi, o non ha riaperto, o ha un livello di fatturato inadeguato a mantenere l’attività.

"Il rischio è un danno diretto sugli oltre 2 milioni di occupati della ristorazione e indiretto sull’intera filiera agroalimentare italiana che durante il precedente lockdown con il blocco del canale della ristorazione ha già perso 34 milioni di euro con un crollo verticale anche del 40% su filiere d'eccellenza come il vino, i formaggi e i salumi di qualità. Mandare anticipatamente in strada", proseguono da Filiera Italia "chi sceglie di gustare le eccellenze italiane nel rispetto della massima sicurezza appare privo di senso”.

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EFA News - European Food Agency
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