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Glicemia: il caffè di prima mattina può aiutare

La bevanda riduce il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 di circa il 30%, secondo studio inglese

Uno studio pubblicato dal British Journal of Nutrition - “Glucose control upon waking is unaffected by hourly sleep fragmentation during the night, but is impaired by morning caffeinated coffee”- , afferma che il caffè consumato prima della colazione, dopo una notte di sonno interrotto, aumenterebbe la risposta glicemica di circa il 50% in più rispetto a chi, prima di assumere la bevanda, aveva già mangiato altro.

Il Consorzio promozione caffè ha interpellato  Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo dell’università Campus Bio-Medico di Roma, per fare luce su alcuni aspetti della ricerca. Piretta sottolinea che nello studio in questione non viene contemplata la prima colazione. Tutti i partecipanti ingeriscono un carico di 75 gr di glucosio 30 minuti dopo aver preso il caffè o un’equivalente quantità di acqua calda. Lo studio conclude che i soggetti che hanno bevuto caffè rispetto a chi non lo ha preso presentano una risposta difettosa alla “curva da carico” e quindi non riguarda i soggetti che “avrebbero mangiato altro". Un'altro punto da chiarire è la quantità di soggetti sottoposti all'esame. Piretta afferma che i 29 soggetti monitorati rappresentano un numero molto limitato e soprattutto non sono stati esclusi soggetti in forte sovrappeso, quindi già con una maggiore probabilità di resistenza all’insulina. Inoltre, non è stato inserito un gruppo di controllo costituito da soggetti che assumono il caffè e che dormono in maniera regolare, per cui è impossibile comprendere l’incidenza del caffè come fattore isolato ma solo se associato a sonno fortemente frammentato. 

Su questo tema il professor Piretta ha sottolineato, inoltre il contrasto dello studio in questione, con i risultati di un’ampia metanalisi del 2018 “Coffee consumption and reduced risk of developing type 2 diabetes: a systematic review with meta-analysis” che ha valutato un numero complessivo di 1,2 milioni di persone, evidenziando che il consumo di caffè riduce il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 di circa il 30%.Gli studi valutati mostrano che, grazie alle sue proprietà antiossidanti, l’assunzione a lungo termine di caffè può ridurre lo stress ossidativo, associato, oltre che a numerosi effetti avversi sulle funzioni cardiovascolari, metaboliche e renali.

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EFA News - European Food Agency
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