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CLARA MOSCHINI

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Anche Assolatte contro l'ultimo Dpcm

Si rischiano "pesanti incognite per la tenuta del comparto"

Assolatte: le nuove misure di contenimento del Covid-19 avranno pesanti conseguenze sul comparto lattiero-caseario italiano. Sistema produttivo a rischio per over stock.

Le nuove limitazioni al servizio di bar e ristoranti, mense e locali pubblici, in tutto il Paese, unite all’estensione del lavoro agile per i dipendenti della pubblica amministrazione e per i lavoratori del privato, unite all’alternanza scolastica e al “coprifuoco” che entrerà in vigore da oggi a Milano e in tutta la Lombardia: questi fattori mettono in ulteriore difficoltà il comparto lattiero-caseario, che ha nel fuoricasa un importante e insostituibile canale di sbocco per i suoi prodotti, come latte, yogurt e formaggi.
A lanciare l’allarme è Assolatte, che riunisce oltre 200 aziende del settore, tra Pmi, grandi realtà nazionali (private e cooperative) e internazionali, che rappresentano il del 90% del fatturato complessivo del comparto lattiero-caseario italiano.
“Finora, nonostante le grandi difficoltà affrontate in questo complesso 2020, le nostre imprese hanno saputo reggere l’urto del Covid-19 ma ora, con il passare dei mesi e con le nuove misure governative, la situazione diventa sempre più difficile e insostenibile” spiega il neo-presidente Paolo Zanetti.
Già in occasione del lockdown la chiusura di tutti gli esercizi della ristorazione, delle mense, delle scuole e delle università era stato uno tsunami per le aziende lattiero-casearie, che avevano visto sparire in poche ore una buona fetta degli ordini.
Ciononostante, le aziende hanno continuato a garantire la raccolta di tutto il latte prodotto, a confezionarlo e a trasformarlo in formaggi, burro, yogurt e latticini. Ma adesso, l’ulteriore riduzione del mercato del fuoricasa determina pesanti incognite per la tenuta del comparto, denuncia Assolatte.
Un crack che si aggiunge ai 44 milioni di euro di perdite giornaliere stimate dalla Fipe per il mondo dei pubblici esercizi. “Nei primi 9 mesi del 2020 abbiamo visto aumentare gli acquisti di latte, yogurt e formaggi nella distribuzione moderna e l’abbiamo interpretato come un’ulteriore conferma del legame d’affezione degli italiani per i nostri prodotti, considerati indispensabili in famiglia – aggiunge Zanetti – Ma l’aumento delle vendite in Gdo non è riuscito a compensare le perdite che abbiamo subito dal ridimensionamento, e in molti casi, dalla chiusura del canale dell’Horeca sia in Italia che all’estero”.

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EFA News - European Food Agency
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