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CLARA MOSCHINI

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Messico, boom di bevande zuccherate

Faro della stampa internazionale sugli impatti per la salute

"Il Messico è il paese in cui si bevono più bevande zuccherate al mondo e tre quarti dei suoi abitanti sono in sovrappeso", è quanto emerge dai dati di Statista, portale web tedesco per la statistica. Oltre a essere collegato a migliaia di morti ogni anno nonché all’aumento di obesità e diabete, il grande consumo di bibite zuccherate ha cambiato le abitudini alimentari dei messicani ed è difficile da contenere anche per l’influenza che aziende come Coca Cola hanno nel paese.

Il consumo di bibite è un’abitudine talmente radicata nella cultura messicana che, tra il 1999 e il 2006, tra gli adolescenti era più che raddoppiato e tra le donne era addirittura triplicato. Nello stesso arco di tempo, c’era stato un aumento del 40 per cento dell’obesità nei bambini dai 5 agli 11 anni. Attualmente circa un sesto dei casi di diabete in Messico può essere collegato al consumo di bevande zuccherate, e l’epidemiologo messicano Hugo López-Gatell ritiene che ogni anno i morti per cause legate al consumo di bibite in Messico siano circa 40mila: tanti quanti erano stati i morti per Covid nel paese fino a luglio.

Secondo l’ultima indagine di Coca Cola sul consumo della bevanda, nel 2012 ciascun messicano beveva in media il doppio della quantità che consumavano le persone degli altri paesi. Una giornalista del Guardian racconta che in alcune zone remote del Chiapas, dove si registrano alcuni dei consumi più alti di Coca Cola, aveva visto dei neonati bere la bibita dai biberon; delle volte la bevanda viene utilizzata anche durante i riti religiosi, in quanto aiuterebbe ad allontanare gli spiriti maligni.

Ѐ in Messico che ha sede Femsa, ovvero la più grande azienda imbottigliatrice partner di Coca Cola. Joan Prats, portavoce di Coca Cola Mexico, ha affermato che i vari impianti di imbottigliamento e distribuzione impiegano direttamente 100mila persone nel paese, e indirettamente Coca Cola dà da lavorare a 1 milione di persone e contribuisce all’1,4 per cento del Pil del Messico. E sarebbe anche per via della resistenza da parte dell’industria e delle pressioni sul governo del paese che fino a poco tempo fa non c’erano stati interventi particolarmente importanti per contrastare la diffusione del consumo di bevande zuccherate.

Solo negli ultimi anni il governo messicano ha cercato di arginare la problematica attraverso l'introduzione di leggi e regolamentazioni inerenti l'informazione alimentare. Ad esempio il 1° ottobre è entrata in vigore la legge sulle etichette alimentari, secondo la quale le aziende produttrici devono indicare gli alimenti che hanno alto contenuto di zuccheri, grassi, sodio e calorie. Di recente nello stato meridionale di Oaxaca è stata vietata la vendita di “cibo spazzatura” ai minorenni e altri stati stanno prendendo provvedimenti simili.

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EFA News - European Food Agency
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