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CLARA MOSCHINI

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Premio Dona, la risposta delle imprese alle sfide del 2020

“What’s next”, tre parole filo conduttore della 14a edizione

Come la pandemia sta cambiando le nostre esistenze? Ma soprattutto, come rispondono le imprese a questa sfida che in pochi mesi ha rivoluzionato il mercato e le aspettative dei consumatori? “What’s next”, tre parole che hanno fatto da filo conduttore della quattordicesima edizione del premio Vincenzo Dona, che si è tenuto questa mattina in diretta streaming e trasmesso sui canali social di Unione Nazionale Consumatori. Il potere del web ha permesso di allargare la discussione a tutti i partner che hanno contribuito al successo di uno dei più importanti eventi sui consumi nel panorama italiano.

Federalimentare (Federazione Italiana dell'Industria Alimentare), ha sottolineato come l'emergenza Covid ci ha messo di fronte all'evidenza che nessun settore è al sicuro e tutti in questa pandemia abbiamo perso qualcosa: "la chiusura dell'horeca per quanto riguarda la filiera agroalimentare ne è un esempio". A risentirne di più sono stati alcuni prodotti, quelli che comunemente vengono definiti come le ‘eccellenze del made in Italy’ "ed è da questi che dobbiamo ripartire se l'industria alimentare vuole riconquistare il posto di volano dell'economia del paese che aveva prima della pandemia". Affinché questo accada, la Federazione afferma che le istituzioni devono aiutare il settore horeca a rialzarsi, e l'industria alimentare, da parte sua, dovrà difendere le eccellenze made in Italy nella lotta contro il Nutriscore che minaccia molti dei cibi per cui siamo famosi all'estero e su cui non possiamo fare un passo indietro.

Anche Mars ha espresso la propria riflessione sul futuro: "lavoriamo quotidianamente per anticipare il futuro, ci piace sottolineare che pensiamo in generazioni e non in trimestri, convinti che il mondo che vogliamo domani inizi da come facciamo business oggi. Le aspettative verso il mondo privato sono cambiate: la solidità dei risultati è oggi data per scontata, la vera scommessa di ogni impresa oggi è portare il proprio contributo a un cambiamento in positivo della società". In quest’ottica, Mars si è impegnata nel percorso globale "Sostenibili in una generazione", con un investimento iniziale da 1 miliardo di dollari e obiettivi concreti e misurabili per un pianeta sostenibile, comunità locali più prospere e benessere alimentare. 

Yakult Italia afferma di aver reagito in modo tempestivo, fin dai primi giorni dell’emergenza pandemica. "Già a fine febbraio avevamo riorganizzato il lavoro, per tutti i dipendenti, in modalità remota continuando a garantire sia la presenza dei nostri prodotti a scaffale, per tutti i consumatori, sia la continuità delle attività di comunicazione. Il nostro dipartimento scientifico ha inoltre fornito un supporto ai colleghi per ‘proteggerli’ dalle le fake-news". Attraverso la trasformazione digitale, ancora in atto, l'azienda cerca di essere sempre più vicina a clienti e stakeholders. L'azienda sostiene di essere uscita rafforzata da questo periodo difficile in cui, il così detto, empowerment è stato un generatore di nuovi progetti, sempre tesi alla promozione di una corretta alimentazione e di stili di vita sani, aspetti che l’attuale situazione ha reso ancora più urgenti. "In definitiva questo è il nostro modo di interpretare l’ideale del fondatore dottor Minoru Shirota: portare il benessere a un maggior numero di persone nel mondo".

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EFA News - European Food Agency
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