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CLARA MOSCHINI

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Sostenibilità, allevatori pronti alle sfide

Intervista con Maurizio Garlappi, presidente dell'associazione in Emilia Romagna

Maurizio Garlappi è il presidente dell’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna (Araer). In questi anni ha guidato e guida tuttora tutti i cambiamenti che ne hanno caratterizzato l’attività a sostegno degli allevatori. "Araer è il punto di riferimento tecnico indispensabile per svolgere al meglio la loro attività – spiega Garluppi – Pochi giorni fa abbiamo tenuto l’assemblea annuale durante la quale abbiamo fatto il punto della situazione. Stiamo per avviarci verso la fine di un anno molto impegnativo, soprattutto a causa dell’emergenza sanitaria che ha richiesto anche da parte nostra un grande sforzo e una enorme prova di responsabilità. Il sistema allevatori ha saputo rispondere egregiamente a una situazione inedita e grave garantendo la continuità lavorativa nel pieno rispetto delle norme antiCovid. Araer si è mossa subito in questa direzione e ha saputo indicare la giusta direzione da prendere”.

Dopo il pesante taglio di contributi nazionali del 2012 com’è cambiata l’Associazione in questi anni? “Abbiamo avviato un intenso quanto complesso processo di trasformazione organizzativo che ha sempre messo al centro l’allevatore e il suo lavoro. Non è stato semplice però oggi, a distanza di 8 anni, posso dire che con l’impegno di tutti abbiamo centrato gli obiettivi che ci eravamo posti: implementazione dei servizi offerti, organizzazione di numerose iniziative, che solo nel 2019 sono state più di 50 tra mostre, aste e incontri formativi – sospese purtroppo quest’anno causa emergenza sanitaria - coinvolgimento come attori privilegiati in diversi progetti come quello europeo denominato Leo, che terminerà nel 2023 ed è incentrato sul miglioramento del benessere animale in allevamento”.

Di cosa si tratta esattamente? “Il progetto Leo è finalizzato alla raccolta in allevamento di nuovi dati e parametri che andranno ad alimentare le banche dati relative alla sostenibilità ambientale ed economica, al benessere animale e alla sicurezza alimentare: tre entità che in realtà opereranno come una unica. All’interno del progetto, che ha come capofila l’Associazione italiana allevatori, sono inseriti l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, dell’Umbria, l’Istituto Spallanzani di Roma, gli Atenei di Piacenza, della Tuscia e di Palermo oltre a ConsDabi e Bluarancio (rispettivamente Consorzio per la sperimentazione, divulgazione e applicazione di biotecniche innovative e Società di informatica ndr). La raccolta dei dati sarà effettuata da Araer attraverso i suoi tecnici controllori durante la raccolta dei campioni di latte per l’analisi dei controlli funzionali. I dati dovranno riguardare gli aspetti riproduttivi e produttivi del bestiame, oltre a quelli strutturali e ambientali della stalla. Vorrei ricordare che agli allevatori che hanno deciso e/o decideranno volontariamente di aderire al progetto non verrà chiesto nessun contributo perché si tratta di un servizio totalmente gratuito. Dallo scorso mese di luglio poi siamo diventati concessionari di un’importante azienda che opera nel campo della genetica, rispondendo alle esigenze degli allevatori che nei loro allevamenti vogliono capi sempre più performanti e dalle eccellenti caratteristiche morfologiche”.

Quali altri servizi fornite ai vostri associati? “Il nostro laboratorio d’analisi opera all’interno di un Sistema gestione qualità e nel dicembre dello scorso anno ha ottenuto l’accreditamento della nuova norma UNI CEI EN ISO/IEC 17.25:2018 relativa ai controlli continui e stringenti sul funzionamento delle apparecchiature e sull’organizzazione delle varie attività ad essa legata che permettono di tenere sotto controllo la qualità dei dati prodotti. Per quanto riguarda il reparto latte, dall’inizio del 2019 disponiamo del settore microbiologico che consente di individuare gli agenti patogeni responsabili della mastite bovina attraverso l’esame colturale e il successivo eventuali antibiogramma. Ad esso si aggiungono le analisi per la diagnosi di gravidanza, il test diagnostico per la parabubercolosi, la neosporosi bovina e la rinotrachete, l’Ibr, il rischio chetosi e tutte le analisi ovviamente legate ai parametri del latte. Il laboratorio effettua anche una serie di importanti verifiche sia chimiche che microbiologiche sugli alimenti zootecnici. Non solo. Siamo attivamente impegnati sul fronte della lotta all’antibioticoresistenza e sempre in materia di benessere animale, dopo l’accordo siglato con la Centrale del latte di Cesena per il riconoscimento della certificazione degli Allevamenti del benessere avvenuto un paio di anni fa, nel 2019 sulla stessa scia abbiamo siglato un analogo documento con 8 caseifici di Piacenza”.

Quali sono i numeri che caratterizzano l’attività di Araer? “Dal 2012 al 31 dicembre 2019 il numero dei soci è aumentato di 188 unità arrivando a 2.706 mentre quello dei capi grossi controllati, rispetto al 2018, è aumentato di 7.870 soggetti arrivando a 298.444. Le analisi di laboratorio sono ogni anno decine di migliaia e il +4,7% dell’export agroalimentare che lo scorso anno l’Emilia Romagna ha registrato rispetto al 2018, per un valore totale di 6.842 milioni di euro, è in maggioranza ascrivibile ai prodotti zootecnici e ai loro derivati”.

Qual è il futuro di Araer? “La nostra sfida sarà quella di fornire ai nostri associati informazioni e servizi sempre puntuali e completi, a iniziare dall’aspetto sanitario. Siamo consapevoli che i tempi stanno cambiando e questo ci chiama a uno sforzo ulteriore che sappiamo di poter affrontare e superare grazie anche alla nostra capacità di valorizzare le tradizioni che sono parte fondante della nostra attività. La Regione Emilia Romagna in questo percorso rappresenterà per noi un interlocutore privilegiato”.

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EFA News - European Food Agency
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