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CLARA MOSCHINI

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Delivery, 7 studenti su 10 ordinano confort food

Per il 52% l'ordine è una gratificazione dopo una giornata di studio

L’osservatorio Just Eat analizza gusti e preferenze degli studenti universitari, tra abitudini sociali, di consumo e differenze tra facoltà. Il food delivery si conferma la scelta preferita tra studio e lockdown.

Gli studenti, millennials e generazione Z, sono tra i più assidui fruitori del digital food delivery, soprattutto dopo una lunga giornata di lezioni o studio. Nella Giornata Internazionale dello Studente, l’Osservatorio di Just Eat ha analizzato gusti, preferenze, abitudini e il rapporto con il food delivery degli studenti in questo 2020 tra lockdown e nuova normalità. Quest’anno infatti gli studenti hanno trascorso le giornate studiando spesso da soli o a distanza. In questo contesto il food delivery si è confermato un partner utile e ancora molto utilizzato, rappresentando una coccola speciale e offrendo un momento di piacere al termine dello studio (52%), supportandoli nella gestione dei pasti principali durante lo studio evitando di cucinare (32%), e facendogli compagnia nei momenti di break (16%). Durante il lockdown il 41% degli studenti che ha ordinato con la stessa frequenza, mentre il 34% ha ordinato di più. C’è poi anche un 12% di studenti che ha iniziato a ordinare per la prima volta in questo periodo. I trend generali anno su anno, a fine 2019, facevano emergere il ruolo del food delivery come un servizio pratico a cui ricorrere per un pasto veloce e gustoso (46%) e momenti di socialità da trascorrere con gli amici (40%). È inoltre la scelta migliore per mangiare i piatti preferiti dopo una giornata intensa di studio o di lezioni (21%) e quando il frigo è vuoto (21%). 

Il legame tra food delivery e socialità, protagonista di tutto lo scorso anno, si è tradotto nel 2020 in un’esperienza da condividere con familiari, coinquilini o partner per vivere un momento di normalità e concedersi un piacere a casa (68%). Si è consolidato anche nel ruolo di salva pasto con il 63% degli studenti che lo ha scelto in assenza di cibo in frigo, in quello di celebratore di successi (14%) come il superamento di un esame, e compagno di break per staccare durante lo studio individuale o di gruppo a distanza (13%). Il momento perfetto per gli studenti per ordinare cibo a domicilio resta invece la cena (92%), il pranzo (16%) per gustare i piatti preferiti, e le ore notturne passate sui libri (12%). Il re del food delivery per gli studenti italiani è la pizza, seguita da hamburger, sushi, panini, kebab, cinese, ma non mancano nella classifica cucina italiana, pollo, gelato, poke e indiano. Durante il lockdown gli studenti hanno ordinato i loro piatti di fiducia, veri comfort food a cui sono ricorsi nel momento del bisogno (70%), ma hanno anche sperimentato cucine e piatti nuovi (22%). I più appassionati di food delivery sembrano gli studenti di informatica (31%) che ordinano almeno una volta a settimana, seguiti da chi studia medicina (23%) e ingegneria (21%). Ma sono dei food lovers anche gli studenti di management (36%) quelli di psicologia (27%) ed economia (25%), ordinando 2 o 3 volte al mese. Chi invece non rinuncia al food delivery una volta al mese sono gli studenti di chimica (58%). Una curiosità riguarda gli spuntini notturni prediletti dai futuri architetti e designer e informatici (17%) mentre terminano i loro progetti, ma anche dagli studenti di economia, letteratura e filosofia (14%). I ragazzi amano l’hamburger (37%) e i panini (21%) molto più delle ragazze che preferiscono invece il sushi (25%) e la cucina cinese (16%).

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EFA News - European Food Agency
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