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CLARA MOSCHINI

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"Pronti per il cambiamento", università della Birra aiuta la ripartenza dell'Horeca

Percorso di formazione per riaprire bar, ristoranti, pizzerie e pub in tutta Italia

Università della Birra, centro di formazione specializzato nel canale Horeca, offre un nuovo percorso di formazione: “Pronti per il cambiamento”. Uno strumento concepito per dare agli operatori del settore gli strumenti concreti per affrontare un mercato profondamente cambiato, dove innovazione, competenze e capacità gestionali faranno sempre più la differenza. I professionisti, dagli imprenditori ai dipendenti di bar, pizzerie, ristoranti, potranno utilizzare la piattaforma di digital learning dove sarà possibile seguire quattro moduli fondamentali per supportare il proprio business.

Il programma è composto da: “La messa a punto per la ripartenza”, una guida per presentarsi alla riapertura capaci di affrontare il cambiamento attraverso una modalità di lavoro rinnovata, un nuovo approccio e un set up differente; “Delivery e Asporto”, per affrontare e comprendere appieno due modalità fondamentali per lo sviluppo del fatturato e rilancio del business; “Ricostruire lo staff”, per apprendere gli strumenti necessari per ripensare e riorganizzare lo staff del locale in base al nuovo modello di business; “Dall’orzo al bicchiere”, un corso che aiuta ad ampliare le conoscenze di base sulla birra e sull’arte della spillatura partendo dalle materie prime, passando dal processo produttivo, per arrivare al servizio e al consumatore finale.

Secondo i dati di Osservatorio Birra, da marzo a giugno 2020 la produzione di birra ha subito una battuta d’arresto del -22%. Di riflesso, anche la ricchezza generata lungo tutta la filiera è crollata, nel primo semestre 2020, del -22,7% (circa 900 milioni di Euro) rispetto al primo semestre 2019. Un valore pari a 1,6 miliardi di Euro sul potenziale stimato per il 2020, in linea con i trend precedenti. L’Horeca ha perso 1.373,9 milioni di Euro che corrispondono a 21.000 posti di lavoro lungo la filiera in soli 6 mesi. 

L'università ha investito negli ultimi 8 mesi sul processo di digitalizzazione del proprio impianto didattico, proponendo in modalità digitale tutti i corsi precedentemente gestiti in aula. La risposta dei professionisti del settore è stata positiva, a conferma della loro necessità di ricevere informazioni, linee guida e sostegno per far fronte alle molteplici criticità di questo periodo. Degli oltre 7.000 utenti registrati sulla piattaforma didattica, quasi 4.300 l’hanno fatto nel 2020. Circa il 90% è un punto di consumo.

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EFA News - European Food Agency
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