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CLARA MOSCHINI

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Farm to Fork e Biodiversity Ue: impatti su economia e sicurezza alimentare

Studio condotto dal Dipartimento Agricoltura degli States /Allegato

La commissione Europea (Ce) ha reso note le sue strategie Farm to Fork e Biodiversity che potrebbero avere come conseguenza restrizioni all'agricoltura dell'Unione Europea, attraverso riduzioni mirate nello sfruttamento di terra, nell'utilizzo di fertilizzanti, antimicrobici e pesticidi. Le strategie rappresentano un cambiamento fondamentale nella politica alimentare e agricola dell'Ue, con implicazioni altrettanto fondamentali per la struttura e la produttività del cibo e dell'agricoltura industriale. Poiché l'Unione è un importante produttore agricolo e partecipa al commercio agricolo internazionale, è probabile che questo cambiamento di politica influenzi i mercati internazionali dei prodotti agricoli e, di conseguenza, il più ampio sistema alimentare e agricolo.

L'Usda (United States Department of Agriculture), al fine di esaminare le implicazioni economiche delle strategie europee, ha condotto un'analisi eseguendo una serie di simulazioni di manovre politiche basate su molti degli obiettivi proposti dall'Ue, utilizzando tre differenti scenari: azioni applicate solo all'interno dell'Unione, adozione delle strategie a livello globale, ed effetti sulle esportazioni. In tutti questi scenari, lo studio rivela che le riduzioni di input proposte dall'Unione influenzano gli agricoltori riducendo la loro produzione agricola dal 7 al 12% e diminuendo la loro competitività sia sul mercato interno che su quello di esportazione. 

Per esaminare i potenziali effetti sul mercato e gli impatti sulla sicurezza alimentare della proposta Ce, i ricercatori si sono concentrati su diverse riduzioni di input agricolo selezionate e specificate nelle strategie Ue: riduzione dell'uso di pesticidi del 50%, riduzione dell'uso di fertilizzanti del 20%, riduzione dell'uso di antimicrobici per il bestiame del 50% e privazione di coltivazione del 10% dei terreni esistenti ad uso agricolo.

L'indagine rivela che l'adozione di queste strategie potrebbe avere impatti a livello mondiale, facendo salire i prezzi mondiali del cibo dal 9% (adozione Ue) fino all'89% (adozione globale), incidendo negativamente sui bilanci dei consumatori e, infine, riducendo il benessere della società a livello mondiale da 96 miliardi a 1,1 trilioni di dollari, a seconda dell'ampiezza con cui gli altri paesi adotteranno tali strategie. L'Usda stima che all'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, seguirebbe un maggior numero di persone soggette ad insicurezza alimentare nelle regioni più vulnerabili del mondo. La cifra potrebbe oscillare tra i 22 milioni (adozione Ue) a 185 milioni (adozione globale). 

In allegato lo studio completo dell'United States Department of Agriculture.

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EFA News - European Food Agency
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