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CLARA MOSCHINI

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Ogm in Italia/2: interviene anche Slow Food

"Sono organismi che minano la conservazione della biodiversità"

Il Governo ha sottoposto al parere delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato quattro schemi di decreto legislativo. Gli atti normano i modi in cui produrre e commercializzare varietà agricole ottenute con la tecnica di ricombinazione genetica (Nbt). Si parla di propagazione della vite e di altre varietà frutticole e orticole. La Corte di giustizia dell’Unione europea, in passato, ha equiparato l’Nbt ai tradizionali Ogm. Il timore del mondo bio e ambientalista è che, con l’alibi di adeguare la normativa nazionale a quella europea, si apra agli Ogm.

"Vogliamo sperare", sottolinea Francesco Sottile, agronomo, docente dell’università di Palermo ed esponente del comitato esecutivo di Slow Food Italia, "che si tratti solo di una discussione che tiene conto di una superficiale proposta europea e non il temuto scatto in avanti del nostro Parlamento verso una liberatoria a favore di organismi geneticamente modificati". Slow Food è contraria all’impiego in coltivazione di organismi vegetali creati in laboratorio attraverso l’uso di tecniche di bioingegneria, che l’Unione europea, colloca tra gli organismi geneticamente modificati, indipendentemente dalle tecnologie utilizzate per produrli. "Sono organismi che minano la conservazione della biodiversità, la sovranità degli agricoltori, la salubrità dei suoli e dei microrganismi che lo abitano e che ne garantiscono la fertilità. Le sirene che da più parti promettono la soluzione di problematiche agronomiche attraverso le biotecnologie, anche le più moderne, dietro finti modelli di sostenibilità nascondono le esigenze di modelli agricoli industriali che si basano ancora oggi sulla monocoltura e sul totale disinteresse per il rafforzamento della biodiversità e dell’agroecologia. Sono questi, invece, i cardini dell’unico percorso possibile verso la transizione ecologica dell’agricoltura, indispensabile per assicurare un futuro al pianeta", continua Sottile.

La materia in questione, proprio per la sua complessità e le implicazioni che ne derivano, ha sempre visto un lavoro di concerto di tre ministeri: salute, ambiente e agricoltura, e non solo di quest’ultimo. "Il percorso che si sta sviluppando ora è talmente anomalo e privo di trasparenza che fa nascere più di un dubbio", affermano da Slow Food. "Se il Governo vuole introdurre la possibilità di far ricorso a tecniche Nbt lo dica apertamente, faccia tutti i passaggi del caso e coinvolga, con tempi adeguati, tutti gli attori: dalle forze politiche alle regioni, fino agli agricoltori, alla società civile e ai cittadini". Sottile conclude affermando che l'Italia ha assistito a un recente ritorno di attenzione verso il sostegno all’uso del glifosato, che con gli Ogm ha molta attinenza. "Non vorremmo che questi atteggiamenti finiscano per affievolire il rigore che il nostro Parlamento ha mostrato mettendosi a fianco della maggioranza dei paesi europei, che non ha ammesso la coltivazione di questi vegetali geneticamente trasformati", concludono da Slow Food.

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EFA News - European Food Agency
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