It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Arachidi e Vietnam, le nuove sfide di Noberasco

Fatturato stabile e superare il 10% di export nei piani, come spiega il presidente Gabriele Noberasco

Dopo le prugne, le arachidi. È la nuova sfida della frutta secca di Noberasco, diretto verso le mandorle e in attesa delle nuove sfide. La conferma arriva da Gabriele Noberasco, attuale presidente, esponente della terza generazione dell'azienda di famiglia, con la quarta generazione già in impresa, quella di Mattia Noberasco, attuale ad e la quinta pronta a farsi largo. "Adesso stiamo indagando sulle albicocche - sottolinea Noberasco - La Turchia è l'unico paese produttore per le albicocche essiccate tradizionali e bio ma proprio nel bio c'è un mercato globale importante". 

Per quanto riguarda le arachidi, il progetto partito a settembre è quello portare di sugli scaffali italiani e non solo, arachidi al 100% italiane. Tutto nasce dall'accordo di filiera che vede protagonisti Coldiretti con Filiera agricola italiana spa (Fdai), Noberasco e Sis, Società italiana sementi del gruppo agroindustriale BF Bonifiche Ferraresi. Attualmente in Italia si consumano circa 57 milioni di chili di arachidi: in produzione ci sono attualmente solo 18 ettari sul territorio nazionale, perché è una coltura che, per varie ragioni (tra cui i costi di una lavorazione che deve essere in buona parte manuale e le difficoltà nell’effettuare facilmente le attività di diserbo), è stata praticamente dismessa verso la metà degli anni Settanta del secolo scorso. Per coprire il fabbisogno nazionale, occorrerebbe produrre arachidi su 30 mila ettari di terreno. Il progetto è di ampio respiro: intanto è stato avviato con Noberasco che ha iniziato lavorazione e commercializzazione insistendo anche nelle confezioni sulla italianità del prodotto. Questo grazie alla recente acquisizione, per 1,5 milioni di euro, di Noccioltost, azienda bergamasca specializzata nella produzione di arachidi e pistacchio tostati. "È una realtà che conoscevamo bene - spiega Noberasco - Composta da 15 persone, che abbiamo assorbito e che portano la nostra forza lavoro a 160 dipendenti, più una sessantina nell'indotto".

Quello di Noberasco sarà un prodotto diverso rispetto a quelli che si trovano in commercio, come ad esempio quelli realizzati con arachidi egiziane o israeliane. "Proprio per questo stiamo certificando con il Metodo Noberasco tutta la nostra filiera. I consumatori - spiega il presidente - potranno informarsi, tramite il Qr-code contenuto nelle confezioni, sulle nostre arachidi italiane. L’obiettivo è quello di dare un grande valore a tutta questa filiera”.

Tra gli obiettivi dell'azienda, la scoperta di nuovi mercati per portare l'export al di sopra dell'attuale 10%. "Abbiamo chiuso importanti accordi negli anni passati con marche private per importanti catene nel nord Europa. In Svezia, Danimarca, Norvegia, siamo presenti tramite la gdo di Anglamark e Rema. Abbiamo prodotti con caratteristiche uniche nei morbidi e nel bio, caratteristiche vincenti in mercati con propensione al bio ma trattati old style". 

Intanto, con il nuovo marchio transalpino, Noberasco Francia, l'azienda ligure è presente negli ipermercati del gruppo Carrefour. "Puntiamo a nuovi mercati come il Vietnam e abbiamo progetti con Israele", anticipa il presidente, che pensa anche all'Austria, al Canada e agli Stati Uniti. La struttura produttiva è Carcare, in provincia di Savona, ma Noberasco sta pensando a volumi superiori. "Possiamo fare di più - dice il presidente - Il consumatore straniero dedica più attenzione alla frutta secca rispetto agli italiani". anche per questo ha acquisito 

Le confezioni dell'azienda sono qualche milione l'anno. "Tenga conto - dice Noberasco - che vendiamo anche confezioni piccole da 40 a 100-200 grammi non facciamo confezioni da mezzo chilo o da chilo". L'unico prodotto con cui Noberasco si esibisce in confezioni grandi sono le noci in guscio calibro extra (8.000 tonnellate l'anno). 

Il fatturato di Noberasco è di 122 milioni di euro. "I numeri della prima parte di giugno dice che dovremmo essere allineati all'obiettivo, anche se dal 2019 abbiamo dovuto subire una serie di difficoltà logistiche: con tutti i problemi di viabilità, i nostri camion hanno distribuito i prodotti passando per i monti. Poi è arrivato il lockdown, insomma, abbiamo dovuto traghettarci in tempi molto duri, per cui va bene il risultato stabile su cui facciamo affidamento", sottolinea il presidente. 

Nuove aperture? "Avevamo un bel piano che abbiamo fermato un piano ambizioso di aprire dal 2020 al 2023 6 o 7 nuovi negozi. Tutto rimandato", spiega Noberasco.

 

fca - 15453

EFA News - European Food Agency
Similar