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CLARA MOSCHINI

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Legge di Bilancio, il pasticcio del registro cereali e farine

Italmopa: "Ulteriore pesante e ingiustificato aggravio per le aziende del comparto molitorio nazionale"

"L’emendamento, approvato al Bilancio di Previsione dello Stato 2021 riguardante il monitoraggio della produzione cerealicola nazionale e dell'acquisto di cereali e sfarinati a base di cereali importati da Paesi dell'Unione europea e da Paesi terzi, costituisce un ulteriore pesante e ingiustificato aggravio amministrativo ed economico per le Aziende operanti nel comparto molitorio nazionale". Così spiega una nota di Italmopa-Associazione Industriali Mugnai d’Italia in merito alla norma che introduce un registro telematico per monitorare le operazioni di carico e scarico per la commercializzazione o la trasformazione di cereali e di sfarinati a base di cereali.

“Una norma aberrante, incomprensibile, assunta nella più totale assenza di confronto con le categorie coinvolte e che si pone in palese contrasto con la riconosciuta necessità di maggiore semplificazione, penalizzando in particolar modo l’Industria della prima trasformazione, chiamata a una nuova, duplice incombenza, assolutamente priva di un qualsiasi concreto beneficio per il consumatore” evidenzia Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa. 

“Questa norma, al contrario, alimenta pericolosamente presso lo stesso consumatore la percezione di una carenza di trasparenza nei vari passaggi della filiera, in verità, già pienamente garantita dalla normativa nazionale e comunitaria sull'etichettatura. Si tratta, dunque, di un inutile aggravio economico e amministrativo per le Aziende tenuto conto che le informazioni che saranno utilizzate dal registro telematico sono già coperte da obbligatorietà in quanto oggetto di adempimenti prescritti dalla normativa sulla tracciabilità nell'Industria alimentare e da quella fiscale sulla contabilità di magazzino. La disposizione risulta, peraltro, fortemente discriminatoria poiché l'ambito di applicazione risulta limitato, a livello nazionale, al solo settore cerealicolo, sia perché, a livello internazionale, nessun altro paese comunitario o extra-comunitario presenta una normativa analoga”.

Aver circoscritto il perimetro della norma al settore cereali, la cui produzione risulta strutturalmente deficitaria rispetto al fabbisogno dell’Industria, conferma invece una chiara volontà politica di penalizzare le importazioni, in modo del tutto miope rispetto alle esigenze strutturali del comparto” prosegue De Sortis. “Questa disposizione - unitamente alla recente istituzione dell’elenco importatori presso il Minsalute e alla norma sui prezzi minimi di vendita dei prodotti agricoli - costituisce una preoccupante deriva dirigista dell'economia di settore, che si sta materializzando sotto la regìa di una parte delle rappresentanze sindacali del settore primario e con la complicità di alcuni settori della politica”.

agu - 15775

EFA News - European Food Agency
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