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CLARA MOSCHINI

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Salgono gli acquisti alimentari domestici nell'anno, giù i consumi a Natale

Secondo Coldiretti/Ixè +7% nel 2020, ma la spesa per le feste cala di 82 euro

"Con l’entrata dell’Italia in zona rossa per le feste, in oltre la metà delle famiglie (52%) si preparano in casa i dolci tipici del Natale, per sfruttare il maggior tempo da trascorrere tra le mura domestiche e garantirsi comunque a tavola l’atmosfera della festa con prodotti genuini nel rispetto della tradizione”. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè, diffusa in occasione dell’Italia tutta zona rossa in questi giorni di festa, con la sfilata dei dolci regionali del Natale nel mercato di Campagna Amica al Circo Massimo a Roma.

Con l’Italia in zona rossa per le feste di fine anno e la chiusura dei ristoranti, ricorda l’associazione agricola, “si registra un aumento record della spesa con gli acquisti alimentari domestici che fanno segnare un aumento record del 7% nel 2020 per un valore di 11,5 miliardi di euro di spesa in più rispetto allo scorso anno”, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base delle stime Ismea per l’intero anno. In particolare: “crescita boom per le uova - sostiene Coldiretti - che segnano un +16,1% mentre gli acquisti di farina sono cresciuti del 41% per effetto della tendenza degli italiani a sbizzarrirsi preparando pasta, torte, pizze e biscotti. Volano anche frutta e verdura con aumenti rispettivamente dell’9,1% e 8,4% ma anche le carni fresche (+9,54), con pollo e maiale tra i più gettonati, rispetto a gennaio-settembre 2019”. Bene “anche l’olio extravergine d’oliva che fa registrare un aumento del 7,1%, il latte (+5,1%), la pasta (+9,2%) e il riso (+10,2%), secondo una proiezione annuale sulla base dei dati relativi ai primi nove mesi. E volano anche gli acquisti familiari di spumanti con un balzo del 12,1% a dimostrazione della volontà degli italiani di voler comunque festeggiare anche in casa

I problemi, invece, stanno tutti nei consumi fuori casa nel periodo natalizio. Il nodo sta nelle chiusure: “I prodotti di alto livello, in Italia, sono veicolati in gran parte dalla ristorazione, che al momento è un settore fermo, o quasi. La spesa di Natale, perciò, porterà con sé delle perdite sui prodotti di eccellenza, legati a questo sbocco. Formaggi, salumi, vino, olio”, spiega Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti. Per lo spumante si registra un calo del 15%, per il panettone del 4%. Al 25 dicembre 2019 si stimava una spesa di 900 milioni di euro per pesce e carni - compresi i salumi - 430 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 280 milioni di euro per dolci inclusi panettone, pandoro e panetteria. E poi 480 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 180 per pasta e pane e 130 milioni di euro per formaggi e uova, sempre secondo la ricerca dati Coldiretti/Ixè.

“Circa il 30% dei consumi alimentari nel nostro Paese sono extradomestici, soprattutto nel periodo natalizio. L’impossibilità di mangiare fuori provocherà, quindi, la perdita di circa un terzo della spesa, che noi abbiamo stimato con 82 euro in meno a famiglia - prosegue Bazzana - La nostra previsione è un calo complessivo della spesa alimentare da parte dei consumatori di circa 30 miliardi di euro su base annua, con un crollo del 12% rispetto al 2019”.

Secondo Coldiretti/Fondazione Divulga, dall’inizio della pandemia il volume d’affari della ristorazione si è dimezzato (-48%) e questo calo non è bilanciato dalla più alta spesa per la consumazione domestica, salita del 7% a causa della necessità di stare chiusi in casa. Nel panorama generale a soffrire è tutta la filiera agroalimentare, i cui fornitori puntano anche sugli acquisti da parte dei ristoranti. Le vendite mancate di cibo e bevande rivolte a questo specifico canale provocheranno, secondo Coldiretti, una perdita pari a 9,6 miliardi. I magazzini pieni pesano sulle attività di 740 mila aziende agricole, 70 mila industrie alimentari, oltre 330 mila realtà della ristorazione e 230 mila punti vendita al dettaglio. “Detto questo non si può affermare con certezza quale prodotto resisterà meglio di altri. Dipende dalle abitudini e dalle preferenze degli Italiani in cucina. Anche dal territorio: il nostro Paese ha una composizione tale per cui è normale che esistano menù e tradizioni differenti. In linea di massima, resisteranno i prodotti legati alla consuetudine familiare ciò che si consuma in un ambito extradomestico inevitabilmente calerà”, conclude Bazzana.

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EFA News - European Food Agency
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