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CLARA MOSCHINI

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Covid, cambia il tradizionale programma della Giornata dell'allevatore

Celebrato in Vaticano il patrono Sant’Antonio Abate

Bloccate causa Covid la tradizionale “Fattoria sotto il cielo” e la sfilata di cavalli e cavalieri

“Onoriamo oggi il nostro Santo Patrono, Sant’Antonio Abate, che da sempre anche nelle difficoltà ci apre i cuori e ci sostiene”. Così, a nome di tutti gli allevatori italiani, il presidente dell’associazione italiana allevatori (A.I.A.), Roberto Nocentini, ha sintetizzato il significato della XIV “Giornata dell’Allevatore”, culminata nella Santa messa officiata in San Pietro dal cardinale Angelo Comastri, nella mattinata di lunedì 18 gennaio 2021.

Un’edizione particolare, quella di quest’anno, della ricorrenza più sentita dagli allevatori in tutta Italia che già da ieri, domenica 17 gennaio, giorno in cui cade da calendario la liturgia dedicata al grande santo anacoreta, hanno manifestato la loro devozione popolare verso Sant’Antonio Abate. Bloccate a causa delle disposizioni per contenere la pandemia da Coronavirus la tradizionale “Fattoria sotto il cielo” allestita da A.I.A. e dal sistema allevatoriale di fronte al colonnato del Bernini, e la sfilata di cavalli e cavalieri lungo via della Conciliazione a Roma. Alla celebrazione liturgica hanno comunque partecipato le rappresentanze civili e militari che, nel corso degli anni, hanno animato con i loro corpi a cavallo e le unità cinofile la giornata di festa in piazza, a fianco delle famiglie degli allevatori.

Presenti, anche il vicepresidente A.I.A Claudio Destro, i componenti del comitato direttivo dell’Associazione, il direttore generale Mauro Donda e dirigenti delle Associazioni regionali allevatori e degli enti selezionatori, con una rappresentanza limitata dalle esigenze di salute pubblica. Alla cerimonia presente anche una delegazione della giunta regionale del Lazio, guidata dall’assessore all’agricoltura Enrica Onorati ed una rappresentanza di dirigenti e funzionari del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. 

Altra significativa particolarità della giornata è che essa cade all’inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, come anticipato nell’Angelus domenicale da Sua Santità Papa Francesco. Riferita alla famiglia contadina, l’omelia del cardinal Comastri, che ancora una volta ha ribadito come nei nuclei familiari dei nostri allevatori risieda uno spirito che ben rappresenta la parte più sana della nostra società, per la vicinanza più diretta con il Creato e per la produzione di quel cibo che, proprio in tempi difficili come quelli che tutti stiamo attraversando, ha dato conforto e sicurezza.

“La società ci chiede di allevare animali nel rispetto del loro benessere", hanno dichiarato Nocentini e Donda, "ed anche in questa occasione, celebrando il nostro Santo Patrono, confermiamo l’impegno a favorire una zootecnia fondata su valori etici, di tutela della salute di uomini e bestiame e dell’ambiente naturale”.

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EFA News - European Food Agency
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