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CLARA MOSCHINI

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Plastic Tax in vigore dal 1° luglio, attesa per i decreti operativi

Deloitte: "Sfida per le aziende che dovranno riconsiderare l'intera Value Chain"

La Plastic Tax è alle porte: di cosa si tratta, chi dovrà pagare, cosa vuol dire per le aziende? Gli esperti di Deloitte rispondono in esclusiva per EFA News.

Come spiega Alessandra Di Salvo, Partner Tax & Legal di Deloitte, “la Plastic Tax è figlia della “Strategia europea per la plastica”, che si prefigge di ridurre il consumo di prodotti di plastica monouso e di raggiungere l’obiettivo della riciclabilità di tutti gli imballaggi di plastica entro il 2030. Si tratta di un'imposta introdotta con la Legge di Bilancio 2020 e che entrerà in vigore dal 1° luglio 2021. Il fine è chiaramente evitare la dispersione di rifiuti nell’ambiente in cui viviamo, in particolare quello marino”. 

Ma quando parliamo di plastica a cosa facciamo riferimento? Vuole dire che tutti i manufatti di plastica verranno tassati?

“La Plastic Tax - precisa Fabio Tullio Coaloa, Partner di Deloitte Tax & Legal - si applica al consumo dei manufatti con singolo impiego, detti “MACSI”. Si tratta di imballaggi “usa e getta”, ma anche i semilavorati e le preforme, realizzati integralmente o parzialmente con materie plastiche e impiegati nella produzione di MACSI. E ancora le bottiglie in plastica, le buste e le vaschette per gli alimenti (es. vasetti per lo yogurt), i contenitori in Tetrapak utilizzati per i prodotti alimentari liquidi come il latte e le bibite, i contenitori per detersivi, gli involucri di auricolari, maglioni e qualsiasi altra merce, ma anche il polistirolo utilizzato per proteggere gli elettrodomestici imballati, il pluriball che avvolge gli oggetti acquistati online, i film in plastica utilizzati per avvolgere i materiali sui pallet, i tappi delle bottiglie o delle marmellate, ecc. Mentre sono esclusi dall'applicazione della Plastic Tax i compostabili e la plastica contenuta nei MACSI che proviene da processi di riciclo”.

Ma potete aiutarci a capire quali saranno i soggetti obbligati e - soprattutto - quanto dovranno versare all’erario?

Riprende Di Salvo: “I soggetti obbligati a versare la Plastic Tax sono diversi, siano essi residenti o non residenti: per i MACSI fabbricati in Italia, il fabbricante o il committente; per i prodotti provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, il soggetto che acquista MACSI nel caso di vendite B2B o il cedente nel caso di vendite B2C a consumatori privati in Italia; per materiali provenienti da paesi terzi invece, l’importatore. L’ammontare della Plastic Tax è di 0,45 euro per chilogrammo di materia plastica e l'obbligazione tributaria sorge al momento della produzione del MACSI o al momento dell'importazione definitiva nel territorio nazionale.

La Plastic Tax diviene esigibile al momento in cui il MACSI viene immesso in consumo in Italia in base ai criteri definiti dalla norma di riferimento. Mentre l'accertamento dell'imposta è effettuato sulla base di dichiarazioni trimestrali, salvo il pagamento in dogana per la Plastic Tax dovuta all’atto dell’importazione. Attenzione però - aggiunge Di Salvo - nel caso in cui i MACSI sono inviati all’estero. In tali casi è previsto un rimborso della Plastic Tax anche qualora l’imposta sia stata versata da un soggetto diverso da quello che ne effettua la cessione intra-comunitaria ovvero l’esportazione, ove sia implementato un apposito sistema di tracciabilità".

Il quadro normativo di riferimento è quindi completo?

“Il quadro normativo, sì - risponde Coaloa - anche grazie alle ultime previsioni contenute nella legge di Bilancio 2021. Manca tuttavia il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Dogane in cui verranno identificati compiutamente i MACSI (utilizzando i codici della nomenclatura combinata dell'UE) e specificate le modalità per la registrazione, la tenuta della contabilità, liquidazione, dichiarazione, versamento e rimborso dell’imposta. Inoltre, è previsto un ulteriore provvedimento congiunto dell’Agenzia delle Dogane con l’Agenzia delle Entrate in cui saranno individuati i dati aggiuntivi da indicare nelle fatture di cessione e di acquisto dei MACSI. 

Considerato l’impatto trasversale dell’imposta sui processi aziendali, la speranza è che i provvedimenti – che ci risultano già pronti - vengano pubblicati quanto prima. Il consiglio che diamo a tutti i contribuenti interessati è però di non attendere la pubblicazione dei provvedimenti per iniziare a ragionare sull’impatto che l’imposta avrà sul loro business.

Sembra chiaro che al netto di alcuni decreti, la Plastic Tax sarà presto realtà: le aziende come dovrebbero prepararsi a questo percorso Plastic Free? 

“La plastic tax ha impatti sull’intera Value Chain aziendale”, spiega Pierpaolo Mamone, Partner di Monitor Deloitte. “Per tutti gli operatori della filiera sarà necessario quantificare gli impatti della nuova imposta sul proprio business e adeguare i processi e sistemi informativi agli obblighi di compliance che dovessero sorgere per i soggetti obbligati.  La Plastic Tax è sicuramente una sfida per le aziende, d’altra parte però rappresenta anche un’opportunità unica per effettuare un “tagliando” alla propria strategia aziendale e il proprio posizionamento competitivo. Ad esempio introducendo iniziative di riduzione, riutilizzo e riciclo della plastica e adottando paradigmi di economia circolare, ripensare ai propri prodotti e packaging in ottica “Plastic Free”, valutando e testando, quando possibile, modelli di business alternativi". 

"E’ un percorso di trasformazione - prosegue Mamone - in linea con le aspettative dei consumatori sempre più sensibili a scegliere quelle aziende che dimostrano di avere intrapreso un percorso verso la sostenibilità. Si tratta a tutti gli effetti, di ridefinire una nuova roadmap di trasformazione che punti da un lato a minimizzare l’impatto della tassa, e dall’altro ad avviare un percorso di creazione di valore che coniughi sostenibilità con competitività e distintività. Riteniamo che la Plastic Tax sia un’occasione unica per accelerare il proprio processo “Plastic Free”. Solo le aziende che riusciranno a coniugare la problematica fiscale con una più ampia tematica di business, riusciranno a trovare una value proposition e un posizionamento vincente nel lungo termine. Deloitte è già al fianco delle principali aziende consumer per aiutarle a comprendere le l’evoluzione di questa normativa e comprendere quali saranno gli impatti per il loro business. Sulla base della nostra esperienza nell’ambito Consumer abbiamo disegnato un approccio integrato Tax & Consulting dedicato alla trasformazione dettata dalle nuove normative. In questa maniera siamo in grado di aiutare da subito nel dare trasparenza sulle nuove normative, per poi procedere con un Impact assessment sulla Value Chain ed infine supportare la definizione di una roadmap di trasformazione che guidi l’azienda verso un business Plastic-free, conclude Mamone”.

agu - 16784

EFA News - European Food Agency
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