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CLARA MOSCHINI

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Apofruit scommette sull'innovazione varietale

Intervista esclusiva a Mirco Zanelli, direttore commerciale

Mirco Zanelli, direttore commerciale di Apofruit, fa il punto con Efa News sulle nuove varietà che la cooperativa metterà a disposizione in esclusiva dei suoi soci.

Parte dall'innovazione varietale il nuovo piano di sviluppo del gruppo Apofruit per il quinquennio 2021-2025, presentato dal direttore generale Ernesto Fornari a una platea di circa cinquecento soci, clienti, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni. Mirco Zanelli, direttore commerciale di Apofruit, fa il punto con Efa News sulle nuove varietà che la cooperativa metterà a disposizione in esclusiva dei suoi soci e sulle forme di sostegno ai produttori che vuole mettere in atto nei prossimi mesi, dopo un 2020 reso complicato da un mix di condizioni climatiche e problematiche fitosanitarie 

Quali sono gli assi portanti del nuovo piano di sviluppo?

La linea guida su cui si svilupperà il piano di crescita del gruppo Apofruit è l’innovazione varietale a 360°. La nostra strategia sarà incentrata sui tre grandi pilastri della nostra offerta: politica di marca, biologico e produzione integrata di alta qualità e sarà all’interno di questi tre pilastri che si collocheranno le varietà innovative di cui disponiamo.

Quante varietà annoverate attualmente?

Sono numerose le varietà che Apofruit annovera attualmente ed è difficile numerarle od elencarle. Più facile parlare di specie che attualmente Apofruit offre nel proprio paniere e si va dalle mele, ai kiwi, alle pesche e nettarine, albicocche, fragole, insomma tutte le principali specie ortofrutticole. Diverso invece il discorso sulle nuove varietà che Apofruit metterà a disposizione in esclusiva per i propri soci produttori che sono: mele a Club Pink Lady, Candine e Joya, il kiwi giallo Zespri (con oltre 1000 ettari di superficie già investita), il kiwi verde Divo e il kiwi rosso Hfr 18. Sempre tra le specie frutticole invernali si propone la pera Fred e, per gli agrumi, le nuove arance bionde Lanelate e Fukumoto oltre che il clementino tardivo Tango. Per l’uva da tavola prosegue lo sviluppo delle varietà senza semi in partnership con quattro costitutori. Per le produzioni estive Apofruit propone di investire sulle ciliegie di qualità coperte, le albicocche tardive (disponibili da fine giugno in poi), le nettarine platicarpe bianche Ondine e il kaki Maxim. Per fragole e piccoli frutti l’innovazione e lo sviluppo si concentrerà su fragole Sabrosa e Rossetta, sul mirtillo Fall Creek e sul lampone Adelita.

Come intendete aumentarle?

Questo nostro progetto richiede una programmazione accurata che abbiamo già messo in campo, ma anche il sostegno da parte di Apofruit verso i produttori, attraverso forme di finanziamento attraverso l’Ocm e i Psr, per sviluppare sia l’innovazione varietale sia investimenti per la protezione delle produzioni e il miglioramento della qualità.

Aumenterete anche le superfici coltivate?

Penso che l’innovazione, in questo momento storico, debba partire da un’eccellente qualificazione dell’offerta che sia in grado di dare la giusta retribuzione ai produttori e di vincere la competizione sui mercati globali. Le novità produttive multiple a disposizione di Apofruit e dei propri soci produttori daranno un impulso importante alla superficie coltivata del gruppo che aumenterà, in 5 anni, di almeno il 20%.

Quali nuovi progetti avete per il 2021?

Il nostro obiettivo è garantire ai soci prospettive di redditività costanti ed essere attrattivi verso le aziende che sono interessate in questo settore. I punti cardine su cui si svilupperà il nostro piano di sviluppo nei prossimi cinque anni saranno: innovazione, politica di marca per fidelizzare il consumatore e segmentazione del mercato.

Come avete chiuso per produzione e fatturato il 2020?

Il 2020 è stata un’annata complicata per condizioni climatiche e problematiche fitosanitarie, ma abbiamo incontrato un sistema agricolo in grado di rispondere bene alle problematiche incontrate Il totale del conferimento di Apofruit nel 2020 è stato di 169.000 tonnellate e nonostante il forte calo delle produzioni estive si prevede un fatturato stabile o in crescita.

Vi aprirete ad altri mercati?

Per Apofruit l'export ha grande importanza e nel 2020 ha inciso per il 40% a valore. Il Nord Europa resta un mercato di riferimento per le nostre produzioni, così come l'oltremare dove siamo presenti nei paesi del middle east con il marchio Solarelli e nei paesi del far east con il marchio dedicato Solemio Italia, attraverso i quali riusciamo a trasmettere una forte connotazione italiana sempre molto apprezzata.

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EFA News - European Food Agency
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