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CLARA MOSCHINI

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2020 Crollo fatturato industria/2: resiste solo l'alimentare

Coldiretti commenta i dati Istat: comparto sostanzialmente stabile rispetto al 2019

 

In controtendenza rispetto al crollo generale dell’industria dell’11,5%, nel 2020 resiste solo l'alimentare che mantiene il fatturato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (-1%) salvato dall’export che fa segnare il record storico a 46,1 miliardi, in netta controtendenza rispetto agli altri settori produttivi. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat che registrano per l’industria il peggior risultato dal 2009, diffusa in occasione del Consiglio nazionale alla presenza del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli (vedi notizia EFA News).

Al contrario degli altri settori simbolo del made in Italy come il tessile e automotive, che registrano taglia drammatici, tiene la produzione delle imprese del comparto alimentare che diventa così la prima ricchezza del Paese. Un risultato ottenuto grazie alla fame di made in Italy sulle tavole di tutto il mondo dove nonostante la pandemia Covid si registra un andamento positivo con un aumento dell’1,4% nel 2020 rispetto all’anno precedente. All’estero con il lockdown i consumatori stranieri non hanno fatto mancare la presenza dei prodotti più tradizionali dell’alimentare made in Italy che mostra una grande capacità di resilienza nonostante le difficoltà degli operatori e dell’economia. La crescita della domanda di cibi e bevande all’estero – precisa Coldiretti – è trainata dalla Germania (+5,5%) che è il primo partner dell’Italia seguita dagli Usa (+5,2%) nonostante i dazi che hanno colpito i prodotti più significativi, sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi undici mesi del 2020. 

“L’Italia può ripartire dai punti di forza con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte alla crisi, e può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia” afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che nell’agroalimentare è possibile creare un milione di nuovi posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale. “Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dai cereali all’allevamento fino all’olio di oliva sono alcuni dei progetti strategici cantierabili elaborati da Coldiretti per la crescita sostenibile del Paese. Dobbiamo ripartire dai nostri punti di forza con una decisa transizione ecologica e tecnologica per dimezzare la dipendenza alimentare dall’estero creando un milione di posti di lavoro da qui al 2030”.

L’allarme globale provocato dal Covid con i prezzi dei prodotti alimentari di base a livelli record, ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma anche le fragilità presenti in Italia, sulle quali – precisa ancora Prandini – occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero in un momento di grandi tensioni internazionali. In un momento difficile per l’economia e l’occupazione, occorre intervenire con decisione per impedire le pratiche sleali che sottopagano gli agricoltori e gli allevatori. Occorre evitare che i comportamenti scorretti di pochi compromettono il lavoro della maggioranza degli operatori della filiera ai quali va il plauso di Coldiretti per lavorare nell’interesse della filiera e del Paese.
 

Il problema delle pratiche sleali riguarda l’intero settore agroalimentare ed è necessario un serio intervento normativo del Parlamento ad integrazione della Direttiva UE 2019/633 arrivando a una normativa come in Spagna che impedisca l’uso di tali pratiche. Il massiccio ricorso alle offerte promozionali non può essere scaricato sulle imprese agricole che rappresentano l’ultimo anello della catena e sono già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato.

SaM - 17236

EFA News - European Food Agency
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