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CLARA MOSCHINI

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Coldiretti: 5mila ristoranti in mano alla criminalità

La malavita si approfitta del crack finanziario causato dalla pandemia

Sono ormai cinquemila i locali finiti nelle mani delle organizzazioni criminali: questo è quanto viene affermato dalla Coldiretti, in riferimento ai dati Ismea raccolti. Diventa necessario spingere per rivedere la legislazione sui reati nel settore agroalimentare.

Con l'indebolimento economico del settore della ristorazione a causa dell'emergenza sanitaria - sarebbe di 41 miliardi il crack finanziario nel 2020 -, molte strutture sono ora più esposte al ricatto e all'usura ed è nell'interesse della criminalità guadagnare terreno nel settore agroalimentare, in particolar modo appropriandosi dei diversi tipi di imprese di ristorazione, dai ristoranti, ai bar, alle trattorie, fino ai locali esclusivi: in questo modo la malavita calpesterebbe la concorrenza del mercato legale e ostacolerebbe l'imprenditoria onesta, ma oltre a questo non garantirebbe di certo la qualità nè la sicurezza dei prodotti. Questo è quanto affermato da Coldiretti in riferimento all'ultima Relazione semestrale della Dia, basandosi sui dati raccolti da Ismea.

"La criminalità è arrivata a controllare cinquemila locali con l'agroalimentare", sottolinea Coldiretti, il cui presidente, Ettore Prandini, afferma che per contrastare al meglio queste attività è necessario emanare una riforma in materia di reati nell'agroalimentare, facendo approvare le proposte avanzate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell'Osservatorio Agromafie, infatti promosso dalla stessa Coldiretti.

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EFA News - European Food Agency
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