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CLARA MOSCHINI

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Cingolani stecca la prima sulla transizione ecologica

Filiera Italia: modello agroalimentare italiano è soluzione per le sfide ambientali

“Il Ministro Cingolani, anche per il suo importante contributo dato al precision farming ed all’utilizzo dei big data in agricoltura sa bene che il modello agroalimentare italiano è profondamente diverso da quello massificato di altri Paesi e che l'agricoltura e l'allevamento italiano sono tra i più sostenibili al mondo rappresentando una soluzione e non un problema rispetto alle sfide da lui sollevate” dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, riferendosi al discorso pubblico del neo-ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani

Il riferimento è all'intervento del ministro per la Conferenza preparatoria della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile: un discorso chiaramente a braccio, riportato sul sito del Ministero, che risulta francamente confuso e contraddittorio in vari passaggi, infarcito di termini come correlazioni, cross-correlazioni, cobeneficio, batteri corazzati... ma anche di tante ovvietà che neanche Catalano (per chi se lo ricorda): "La sostenibilità è un compromesso tra diverse istanze che cambiano nel tempo", "Abbiamo un pianeta diviso tra Stati debitori e Stati creditori", "il futuro dei nostri figli nei prossimi decenni dipenderà dalle scelte che facciamo oggi", "l’informazione e la cultura vengono mediati da sistemi talmente veloci che la nostra mente spesso non riesce a metabolizzare le informazioni”, "i grandi sistemi industriali sono energivori"...

Ma torniamo alla reazione di Filiera Italia. “Lo dicono i numeri - riprende Scordamaglia - produrre un Kg di carne bovina in Italia, secondo i dati FAO, comporta appena un quinto delle emissioni di Co2 rispetto allo stesso Kg di carne prodotto in Asia o Usa”. E continuano da Filiera Italia: “Anche la quantità di acqua necessaria per produrre lo stesso kg di carne in Italia è pari a 1/20 di quella usata in altri Paesi”.

“Sempre stando ai dati ufficiali - dice Scordamaglia - la zootecnia in Italia incide inoltre per appena il 5,6% delle emissioni ( report Ispra), contro livelli globali ben più alti, emissioni globali che nei decenni sono aumentate a fronte di un drastico dimezzamento della popolazione bovina italiana”. E afferma Scordamaglia “Senza contare che in Italia il consumo reale pro capite di carne è inferiore ai 100 grammi al giorno raccomandati dall'OMS, anche grazie al perfetto equilibrio della nostra dieta”. Una dieta, ricordano dalla fondazione che raccoglie il meglio del Made in Italy, grazie alla quale l'Italia vanta oltre 15.000 ultracentenari ed il record di longevità e qualità della vita. “Tutte informazioni che il Ministro ben conosce e che saremo felici di approfondire illustrando gli ulteriori progetti di modernizzazione delle filiere agroalimentari italiane finalizzate a renderle sempre più modello globale di riferimento”.

red - 17438

EFA News - European Food Agency
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