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CLARA MOSCHINI

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Risicoltura: autorizzato uso insetticida fogliare Ampligo

Limitato a 120 gg, per combattere il punteruolo del riso

L'Ente nazionale risi comunica oggi che ai sensi dell'art. 53 del Reg. CE. 1107/2009 è stata autorizzata per far fronte a una situazione di emergenza fitosanitaria, per 120 giorni a partire dal 01/04/2021, la miscela delle sostanze attive lambda-cialotrina e chlorantraniliprole che in commercio si troverà con il nome di Ampligo. Si tratta di un insetticida per impiego fogliare indicato per il controllo del Lissorhoptrus oryzophilus nella coltivazione del riso. Il prodotto beneficia dell'associazione di due principi attivi con differenti meccanismi di azione:

 - la lambda-cialotrina piretroide, fotostabile, dotato di ampio spettro d'azione ed elevata efficacia. Agisce essenzialmente per contatto e secondariamente per ingestione; possiede effetto repellente e unisce un rapido potere abbattente ad una persistente capacità protettiva.

- chlorantraniliprole che appartiene alla famiglia chimica delle antranilammidi. Tale sostanza attiva mobilita le riserve di calcio a livello del sistema muscolare delle larve di insetti compromettendone la funzionalità. Agisce prevalentemente per ingestione, ma anche per contatto provocando la paralisi e la successiva morte dell’insetto.

Nella coltivazione del riso, il prodotto deve essere distribuito con applicazioni fogliari su risaia sgrondata entro la fase di inizio accestimento, la dose di utilizzo è 0,25 l/ha. E' consentito un solo trattamento all'anno.

L'etichetta prevede delle prescrizioni supplementari per proteggere gli organismi acquatici prevedendo per il riso una fascia di rispetto non trattata dai corpi idrici superficiali di 5 m oppure l'adozione di tecniche che consentano l'abbattimento della deriva del 60%.

Il punteruolo del riso (Lissorhoptrus oryzophilus Kuschel) è un coleottero curculionoideo della famiglia Brachyceridae, originario del continente americano. Il suo areale comprende Canada, Stati Uniti orientali, Messico, Cuba, Repubblica Dominicana, Colombia, Suriname e Venezuela; inoltre più raramente compare nelle aree risicole dell'Asia (Cina, India, Giappone, Corea e Taiwan) ed anche in Italia, in Piemonte e Lombardia. Grazie al suo apparato boccale masticatore, riesce a provocare scarificazioni longitudinali di lunghezza variabile, parallele alle nervature delle foglie, da cui si può evincere la presenza dell'insetto. I danni sono anche di altra natura: i problemi maggiori si verificano nelle larve appena uscite dalle uova deposte nella guaina della parte sommersa della foglia; esse andando alla ricerca di cibo si nutrono delle radici, provocando ingenti danni.

Le piante quando vengono infestate da tali larve mostrano i vari danni provocati: sviluppo ridotto, scarso accestimento, minor peso della granella, fino al possibile sradicamento delle piante. È stata stimata intorno al 30% la quantità di danni che tali larve provocano alle piante.

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EFA News - European Food Agency
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