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CLARA MOSCHINI

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Green Deal: 3 miliardi di alberi entro il 2030

Un piano che potrebbe aumentare il rischio di incendi se non effettuato secondo una buona pianificazione

Le foreste sono grandi "serbatoi di carbonio" e contribuiscono notevolmente a compensare l'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera. Per questo motivo, le politiche per conservarle e ripristinarle sono ampiamente appoggiate e considerate un modo efficace per combattere il cambiamento climatico. L'Unione Europea, in linea con gli obiettivi del Green Deal, si è impegnata a ripristinare ripristinare le foreste attraverso varie iniziative, una delle quali è quella di piantare 3.000 milioni di alberi entro il 2030. Un team composto da ricercatori del Creaf (Spagna), Ctfc (Spagna), InBIO/Cibio (Portogallo), università di Santiago de Compostela (Spagna) e Csic ha dichiarato che un'eccessiva riforestazione potrebbe aumentare il rischio di incendi se non effettuata secondo una buona pianificazione e criteri scientifici. L'articolo "Tree-planting: a double-edged sword to fight climate change in an era of megafires" recentemente pubblicato su Global Change Biology, spiega che nell'era dei grandi incendi boschivi, il rimboschimento può essere un'arma a doppio taglio per combattere il cambiamento climatico.

Siccità e condizioni climatiche estremamente calde o ventose causano un aumento degli incendi ad alta intensità, già evidenti nel bacino del Mediterraneo, e sempre più frequenti in altre aree settentrionali dell'Europa. Per questo "è essenziale pianificare molto bene come e dove si faranno queste piantagioni, cioè quali specie saranno trattate e come saranno gestite". Secondo Lluís Brotons, ricercatore del Creaf e del Csic, "questi aspetti sono fondamentali se vogliamo riuscire bene nella riforestazione ed evitare i rischi associati ai grandi incendi boschivi". Virgilio Hermoso, ricercatore del Ctfc, sottolinea che "non mettiamo in discussione l'uso delle piantagioni, ma dobbiamo pianificarle correttamente per non causare l'effetto opposto a quello che stiamo cercando. L'aumento della connettività della foresta, su scala paesaggistica, insieme all'impiego di specie che sono spesso utilizzate nelle piantagioni (a crescita rapida e con resine infiammabili), può aumentare il rischio di incendi, soprattutto se il tutto non è accompagnato da un'adeguata gestione forestale".

I ricercatori propongono alternative che potrebbero essere altrettanto o più efficaci di questo piano di rimboschimento. Ne sono un esempio la diversificazione degli habitat o il recupero di zone umide e pascoli, soprattutto in alcune regioni dell'Europa meridionale. Entrambe le azioni aiuterebbero a compensare la perdita di habitat naturali, che sono diminuiti fortemente negli ultimi decenni a causa dell'abbandono delle terre e dell'espansione delle foreste. I ricercatori sostengono che investire nel ripristino di questi altri habitat sarebbe più efficiente che piantare alberi nelle regioni più aride e soggette al fuoco, come il Mediterraneo, dove la disponibilità di acqua è limitata. 

I primi obiettivi proposti per la convenzione sulla diversità biologica da concordare nel 2021 includono il ripristino di 350 milioni di ettari di terreni deforestati e degradati in tutto il mondo. A livello globale, la priorità dovrebbe essere data alle aree che sono state sottoposte ad alti livelli di deforestazione negli ultimi decenni, come i tropici; tenendo sempre presente che il ripristino delle foreste non può sostituire la riduzione delle emissioni dirette di gas serra, l'azione prioritaria e più efficace per combattere il cambiamento climatico.

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EFA News - European Food Agency
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