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CLARA MOSCHINI

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CE: norme su organismi modificati da rivedere

Superare confusione con Ogm, servono per realizzare la strategia Farm to Fork

De Castro: "Finalmente una posizione chiara e netta sulla distinzione tra nuove biotecnologie e Ogm, che aiuterà a raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo".

In vista dell'implementazione della strategia Farm to Fork, per ridurre gli impatti ambientali nell'agricoltura, l'Europa afferma che nuove tecniche di miglioramento genetico potrebbero ridurre l'uso di pesticidi. E' la conclusione di uno studio appena pubblicato dalla Commissione (https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/6314), da cui emerge che la direttiva 2001/18/CE va aggiornata sulla base dei progressi scientifici. In particolare, la legislazione è inadeguata per gli Ngt, ossia gli organismi derivati dall'applicazione di nuove tecniche genomiche, che sono stati frettolosamente identificati con organismi Ogm.

"Finalmente una posizione chiara e netta sulla distinzione tra nuove biotecnologie e Ogm, che aiuterà a raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork nell'interesse di tutti". Questa il commento di Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, alla notizia diffusa dalla Commissione Ue di voler avviare un processo di consultazione finalizzato a un nuovo quadro giuridico per le biotecnologie agrarie.

"Lo studio pubblicato dall'Esecutivo Ue - spiega De Castro - come ha evidenziato la commissaria competente alla Salute e alla Sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, indica che le nuove tecniche genomiche, cosiddette Tea (Tecniche di evoluzione assistita), nulla hanno a che vedere con gli Organismi geneticamente modificati tradizionali, e anzi possono contribuire in modo sicuro ed efficace a una produzione agricola sempre più sostenibile, in linea con il Patto con i consumatori lanciato dall'Unione europea da qui ai prossimi anni".

"Alla base di questo studio - continua l'europarlamentare PD - c'è l'evidenza scientifica dei progressi compiuti dalla ricerca negli ultimi vent'anni in materia di biotecnologie, superando di fatto la legislazione sugli Ogm che risale al 2001. Le nuove biotecnologie sostenibili, a differenza degli Ogm tradizionali che prevedono il trasferimento di geni (transgenesi) tra specie diverse, si basano infatti sulla combinazione di geni intra-specie, con l'obiettivo di velocizzare processi che avverrebbero in modo naturale, arrivando a sviluppare varietà non solo sicure da un punto di vista di tutela ambientale e della biodiversità, ma soprattutto più resistenti a malattie e condizioni climatiche avverse, come la carenza d'acqua, e capaci di garantire maggiori rese produttive e quindi minori costi economici".

"I risultati dello studio diffuso dalla Commissione - conclude De Castro - saranno sottoposti presto all'attenzione dei co-legislatori dell'Unione - Consiglio e Parlamento - con l'auspicio di arrivare presto al superamento della vecchia legislazione in materia, e di una sentenza della Corte di Giustizia Ue del 2018 che non chiariva sul piano normativo la differenza tra Tea e Ogm tradizionali: un passo in avanti fondamentale per fornire ai nostri produttori quelle alternative alla chimica che abbiamo sempre sostenuto siano necessarie per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del nuovo Green Deal europeo”.

agu - 18636

EFA News - European Food Agency
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