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CLARA MOSCHINI

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Ibc lancia "Sostenibilità 2030"

Nuovo portale a servizio delle 32mila aziende dell'associazione

Ibc - Associazione Industrie Beni di Consumo, ha presentato oggi il progetto “Sostenibilità 2030”, portale promosso per potenziare e consolidare l’approccio alla sostenibilità ambientale e sociale delle 32mila imprese food e non food associate, che erogherà gratuitamente un bouquet di strumenti (webinar, clip filmate, corsi interattivi, software per la rendicontazione, documenti) che ogni azienda potrà selezionare sulla base delle sue specifiche esigenze. Tra i temi trattati: rendicontazione ambientale, efficacia della comunicazione, accesso al credito agevolato, packaging sostenibile, protocolli di certificazione. Le imprese saranno coinvolte anche in un’attività di reporting che - in una prima fase - sarà focalizzata su risparmio idrico, contenimento CO2 e riduzione del consumo di plastica.
Diversi enti e aziende, tra i quali Asvis - Associazione Italiana per lo sviluppo sostenibile, sono partner di IBC nell’ambito di “Sostenibilità 2030”, un’iniziativa destinata in modo particolare alle piccole e medie imprese. Sono in corso contatti con i ministeri dello Sviluppo economico e della Transizione ecologica per assicurare che gli obiettivi del progetto siano coerenti con le iniziative previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Intervenendo ai lavori Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa di IBC e ribadito l’impegno del governo per la ricerca di soluzioni all’insegna della sostenibilità economica, sociale ed ambientale. "La sostenibilità è una priorità per il pianeta", ha sottolineato Alessandro d’Este, presidente IBC, intervistato da Maurizio Molinari, coordinatore dell’evento. "È un elemento che guida le scelte del consumatore e determina una forte spinta all’innovazione, creando le condizioni per rafforzare la competitività delle industrie sul mercato interno ed internazionale, con effetti positivi sulla generazione di valore, sulla crescita del Paese, sull’occupazione e quindi sul benessere delle famiglie". D’Este ha inoltre auspicato che "i programmi del Piano nazionale di ripresa e resilienza concretizzino le migliori condizioni per la transizione ambientale e un contesto più favorevole agli investimenti, al lavoro e all’introduzione delle nuove tecnologie".

Approfondendo le dinamiche del quadro economico, Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo ha rilevato che su scala internazionale il recupero dei livelli pre-crisi sarà più rapido delle attese: "la crescita globale del prodotto interno lordo è prevista al 5,9% nel 2021, dopo il -3,5% del 2020", ha spiegato. "L’economia italiana si avvantaggerà della forte crescita del commercio internazionale. Il settore manifatturiero ha mostrato importanti segnali di reazione già a partire dal secondo semestre 2020 e si presenta più solido, liquido e capitalizzato rispetto a dieci anni fa". Ora la vera sfida, ha concluso De Felice "è riprendere ad investire per superare la distanza accumulata con Francia e Germania. Digitalizzazione e transizione ambientale offrono molte opportunità. La svolta ambientale rappresenta un’occasione importante per rafforzare la leadership internazionale in alcuni segmenti di mercato. Per esempio: la bioeconomia, l’edilizia green e i componenti auto".

red - 19015

EFA News - European Food Agency
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