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CLARA MOSCHINI

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Verisem, polemica tra Cia e Bonifiche Ferraresi

Risposta ai "facili allarmismi" lanciati da Federico Vecchioni

"No a facili allarmismi sulla produzione di falsi ortaggi italiani in Cina". Cia-Agricoltori Italiani interviene, così, nel dibattito su Verisem, azienda di Cesena specializzata nella produzione di sementi contesa da due colossi di Pechino. "Cia ritiene, infatti, non si debbano sottovalutare le grandi potenzialità dell’acquisizione cinese della multinazionale di Cesena, attualmente nelle mani di un fondo Usa. La riflessione prioritaria deve riguardare le capacità di investimento del nuovo acquirente -non la nazionalità- e soprattutto la valorizzazione del marchio, affinché porti ricchezza a tutto l’indotto".

L'intervento di Cia è una risposta a Federico Vecchioni, ad di Bonifiche Ferraresi, che nei giorni scorsi aveva detto che “sul caso Verisem è giusto, opportuno e doveroso che il sistema Italia si attivi per difendere un patrimonio nazionale qual è la ricchezza unica, originale e distintiva dei nostri semi. BF SPA - unico gruppo agroindustriale italiano quotato in Borsa - è componente essenziale del comparto e intende fare la sua parte nei tempi e nei modi opportuni. E così mi aspetto che tutto il sistema agroalimentare, politico e finanziario nazionale faccia lo stesso. Insieme a Coldiretti e alle Istituzioni nazionali - aveva concluso Vecchioni - condividiamo la necessità di difendere le aziende cardine del settore agroalimentare nazionale che rappresentano da sempre i migliori esempi dell’eccellenza italiana".

Secondo Cia "il settore sementiero necessita, infatti, di grandi risorse in ricerca e sviluppo per l’innovazione nella genetica vegetale. Il mercato impone nuove varietà sempre più resistenti ai fitopatogeni e ai cambiamenti climatici e questo rende altamente strategico il ruolo della ricerca scientifica. La tutela del Made in Italy è sicuramente prioritaria, ma occorre fare attenzione quando si parla del settore sementiero: se Verisem diventa proprietà cinese, non significa che i semi o i prodotti diventino cinesi. Per Cia, dunque, l’obiettivo principale è che l'azienda (già adesso rivenditore in 117 Paesi) continui ad essere un punto di riferimento importante del comparto, perché senza quei prodotti non ci sarebbero neppure a valle le nostre eccellenze alimentari italiane". 

 L'azienda è stata fondata da Augusto Suzzi nel 1974 come Suba Srl. Controllata dal 2015 dal fondo americano Paine Schwartz Partners, nel 2017 è stata rinominata Verisem. Secondo rumors rilanciati da Repubblica, Verisem sarebbe valutata sui 150 milioni di euro, con alcuni acquirenti che avrebbero già manifestato interesse. Tra questi due colossi cinesi, tra cui Syngenta, (gruppo svizzero ma controllato da ChemChina), e il fondo sovrano cinese Cic. Altri contendenti sarebbero il fondo Usa Platinum, le rivali nei semi Corteva (Usa) e Dlf (Danimarca), e un'ipotetica cordata tra Bonifiche Ferraresi e Fondo italiano d’investimento (controllato da Cdp).

agu - 19092

EFA News - European Food Agency
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