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Food Summit Onu, a rischio la dieta mediterranea?

Vacondio: "Dietro salute e ambiente si nasconde l'assalto alle quote di mercato nel food dell'Italia"

Dagli attacchi al nostro stile alimentare al Nutri-Score: il presidente di Federalimentare a tutto campo in una lunga intervista sul Sole 24 Ore.

Non bastava il rischio di imposizione del Nutriscore da parte della Commissione europea: un nuovo attacco al made in Italy alimentare potrebbe arrivare dall'Onu, che sta organizzando a New York, in autunno, il Food Systems Summit. Diverse associazioni animaliste e ambientaliste stanno spingendo di fatto per una pronuncia in quell'occasione contro la dieta mediterranea, che conterrebbe troppi alimenti di derivazione animale e sarebbe poco sostenibile per il Pianeta. In una intervista pubblicata ieri sul Sole 24 Ore, il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio ha messo con forza in guardia contro questi tentativi, di fronte ai quali l'Italia non starà a guardare, come già successe 3 anni in occasione di una plenaria delle Nazioni Unite dove si voleva far passare l'idea che la dieta mediterranea fosse pericolosa per la diffusione dell'obesità. 

"Voglio essere molto chiaro", ha detto Vacondio: "Dal tentativo dell'Onu di tre anni fa al Nutriscore europeo, fino a quest'ultima critica alla dieta mediterranea, sono tutti attacchi che non hanno niente a che fare con gli interessi che dichiarano di voler tutelare. Dietro la questione della salute umana e di quella dell'ambiente si nasconde il tentativo di frenare la competitività del made in Italy alimentare sui mercati esteri. Le nostre eccellenze nel mondo hanno un successo incredibile, e non tanto per i volumi che abbiamo esportato, quanto piuttosto per la capacità di ricavare dai nostri prodotti una marginalità altissima. Dietro la salute e l'ambiente, si nasconde ben altro: sono le nostre quote di mercato, che fanno gola".

Con ciò, il presidente di Federalimentare non nega che la sostenibilità sia un tema importante. "Come industria siamo pronti a fare di più. In vent'anni, per ogni tonnellata di cibo prodotto, abbiamo ridotto del 60% l'acqua utilizzata e del 30% l'energia elettrica, gli imballaggi e la plastica. Oggi, invece, siamo al lavoro per ridurre la quantità di sali, di zuccheri e di grassi contenuti nei nostri prodotti. E non lo facciamo perché siamo bravi: è il consumatore che ce lo chiede, è lui il nostro faro guida".

Secondo Vacondio l'Italia non si farà trovare impreparata. "Prima dell'appuntamento al quartier generale dell'Onu - ha spiegato - ci saranno due tappe di avvicinamento: il pre-summit del 19 luglio, che giocheremo in casa, a Roma. E ancora prima il G20 di Matera del 29 giugno. Le indicazioni che usciranno da questi vertici verranno portate a New York a ottobre, ed è in queste sedi che noi contiamo di far sentire la nostra voce. Non si può bollare un'intera dieta come nemica dell'ambiente: noi non mangiamo carne tutti i giorni, come si va per esempio in America. Ma il rischio, se l'Onu dovesse esprimere un orientamento vincolante a sfavore della dieta mediterranea, è che su certi prodotti non si potrà fare pubblicità o si potranno addirittura applicare tasse. Ma io sono convinto che alla fine, come nel 2018, vinceremo".

agu - 19109

EFA News - European Food Agency
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