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CLARA MOSCHINI

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Carpenè Malvolti è cresciuta nel 2020 in volumi e fatturato

Scimone (dg): "L’attività di ricerca ed innovazione non si è mai interrotta: nascono tre nuove selezioni spumantistiche"

Intervista esclusiva con l'ad dell'azienda di Conegliano, che ha appena realizzato un accurato restyling dello storico logo e dell'immagine coordinata.

Per Carpenè Malvolti, l'azienda storica di Conegliano che ha "inventato" il prosecco, il 2020 è stato un anno impegnativo, come tutto il settore vitivinicolo inevitabilmente esposto al blocco della ristorazione e dell'ospitalità, ma il direttore generale Domenico Scimone spiega in questa intervista esclusiva come la presenza multicanale abbia permesso di compensare nella gdo le perdite dell'Ho.Re.Ca. E il periodo è servito per mettere a punto importanti novità che ora vengono presentate al pubblico.

EFA News. Avete avviato un accurato restyling del logo e dell'immagine coordinata: con quale strategia e obiettivi? 

R. Il marchio di ogni Impresa è sintesi valoriale ed estetica della missione imprenditoriale medesima. E così anche per la nostra, che da oltre centocinquanta anni - attraverso cinque Generazioni - produce Vini Spumanti e Distillati in “scienza e coscienza” come recita appunto la nostra mission. 

Tali assunti, intrisi di valori, impegno e responsabilità, sin dalle origini sono stati rappresentati in un marchio che, sebbene nel corso del tempo si sia declinato in modalità diversificate, ha sempre mantenuto saldi i suoi principi fondanti ed oggi, nella nuova rivisitazione estetica, desidera re-interpretare le caratteristiche originali. Peraltro, in un contesto sociale ed economico che - anche a causa della corrente congiuntura - sensibilizza uno stato di incertezza, riteniamo sia fondamentale darsi e dare punti di riferimento certi in termini di affidabilità e riconoscibilità a livello internazionale. 

Ed è in questa direzione che è stata realizzata una generale operazione di ulteriore innovazione e qualificazione per creare un upgrade dell’intera offerta della Cantina sia dal punto di vista qualitativo che estetico. La versione attualizzata del marchio, quindi, continuerà a rappresentare il patrimonio di quei valori per testimoniare il legame con il nostro passato e per proiettare l’attività imprenditoriale ad un auspicato ancora miglior futuro. 

Contestualmente avete lanciato nuove etichette: ci riassume le novità? 

Anche in tempo di pandemia, in vigna ed in cantina, l’attività di ricerca ed innovazione non si è mai interrotta partorendo altresì tre nuove selezioni spumantistiche. L’offerta è stata ampliata con due inserimenti di alto profilo strategico in ragione della denominazione territoriale del Prosecco Superiore e delle nuove dinamiche nello stile di consumo. 

Si tratta del "1868 Rive" San Pietro di Barbozza e del “1868 Prosecco” Extra-Brut, una nuova declinazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

Proposte scaturite dalle nuove determinazioni, recentemente riconosciute dal disciplinare, che ha incluso le “Rive” nel segmento qualitativo e normativo più alto dell’Area del Prosecco ed ha permesso la produzione del Prosecco Superiore nella declinazione zuccherina più ridotta, quale appunto l'Extra Brut. 

Tra le novità assortimentali, quindi, anche il Prosecco D.O.C. Rosé, una combinazione di Glera (minimo 85%) e Pinot Nero (tra il 10% ed il 15%), che rappresenta un ulteriore espressione vitivinicola ed enologica del Territorio medesimo. 

Come avete chiuso il 2020?

Assunto che la pandemia abbia portato ad una rivisitazione degli stili di vita e di consumo a livello globale, i risultati del 2020 per la categoria Prosecco - nonostante le infinite e diversificate complessità per ogni settore produttivo e distributivo - hanno fatto registrare solo una modesta contrazione.

La Carpenè-Malvolti, in virtù di una consolidata strategia commerciale e marketing fondata sulla multicanalità della propria offerta e struttura distributiva, ha potuto compensare l’inevitabile decremento del canale Ho.Re.Ca. con le performance del canale GDO. Più nella fattispecie, ha potuto consolidare ed - in alcuni canali e mercati - anche accrescere le proprie quote di mercato in quasi tutti i Paesi, attraverso un risultato totale in incremento sia a volume + 8% che a valore + 6%.

Le chiusure Ho.Re.Ca. hanno inciso molto? 

Per tutto il settore Wine & Spirits, le restrizioni anti-Covid che hanno influito soprattutto sul canale Ho.Re.Ca. hanno prodotto decrementi significati; tra mercato Italia ed Export sono stimati in circa 1,5 miliardi di euro. L’essere riusciti a diversificare, avendo potuto contare sul canale GDO piuttosto che sui canali emergenti, ha permesso alla Carpenè-Malvolti di difendere molte posizioni in quasi tutti i Mercati. 

La riapertura al momento pressoché totale del canale Ho.Re.Ca. in tutta Italia, lascia intravedere spiragli di ottimismo per i consumi. Se nei prossimi mesi estivi la circolazione del virus sarà realmente arginata, anche il mondo della ristorazione potrà riprendersi e permettere a tutti i settori correlati e coinvolti di poter sviluppare la propria attività.

 Che cosa vi aspettate dalle Istituzioni? La priorità cogente è rappresentata dai sostegni che le Istituzioni dovrebbero garantire al settore Vino – seconda voce delle esportazioni nell'intero settore dell’agroalimentare – al turismo ed in generale al nostro “Paese”.

Ci aspettiamo una manovra governativa coraggiosa in tal senso unitamente a misure di ampio respiro di rilancio e promozione nonché facilitazioni per la sburocratizzazione del settore medesimo. Altre forme di sostegno indiretto, ci auspichiamo possano intervenire da misure di defiscalizzazione del fatturato export e detrazioni fiscali per le spese legate alla comunicazione e promozione sui mercati esteri. 

agu - 19243

EFA News - European Food Agency
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