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CLARA MOSCHINI

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L'M&A del Food&Beverage risente poco del Covid

Pwc, +36,3% valore operazioni 2020, +207% Italia

Le operazioni di fusione e acquisizione nel settore Food & Beverage hanno risentito poco degli effetti della pandemia da Covid-19. Secondo un'analisi effettuata da Pwc, nel 2020 il settore ha registrato, a livello globale, un incremento del +36,3% - a 110 miliardi di dollari - del valore delle operazioni, a fronte di una riduzione del 9,6% in termini di numero di operazioni rispetto al 2019. A sostenere il valore sono state alcune operazioni realizzate da colossi del settore a livello globale tra cui Coca Cola (5,7 miliardi di dollari), Nestlé (1,5 miliardi) e Bellis (8,8 miliardi). La crescita di valore c'è stata anche in Italia. A fronte di un -29,8% di volumi, si è registrato un incremento del 207% in termini di valore delle operazioni (circa 1 miliardo di dollari), che riflette tre operazioni rilevanti annunciate (e chiuse) nel quarto trimestre 2020. In particolare, si tratta di Ferrero/Fox's biscuits (300 milioni di dollari), Rhone/Illycaffe' (200 mln) e l'acquisizione della maggioranza del brand canadese Catelli Foods da parte di Barilla (100 mln). 

I sotto-segmenti più attrattivi sono stati il Food (soprattutto pasta, cibi pronti e surgelati), Beverage (in particolare caffè e latte) e Vino, sia a livello globale che italiano. Nel primo trimestre del 2021 il volume delle M&A continua a essere significativo, pur essendo caratterizzate da una dimensione più contenuta. 

"Il settore Food & Beverage è uno dei fiori all'occhiello del Made in Italy. In termini di numero di operazioni, il comparto è stato certamente impattato dalla pandemia, soprattutto per ciò che concerne la ristorazione e il Food Service, ma in misura ridotta rispetto ad altri, dimostrando la sua resilienza rispetto ad altri segmenti", ha commentato Elena Borghi, Partner Deals Food & Beverage di Pwc. Dall'analisi di Pwc, emerge, inoltre, che, guardando alla tipologia di investitore, mentre a livello mondiale le operazioni guidate da investitori strategici continuano a rappresentare circa il 75% di quelle annunciate (in linea con il 2019), nel mercato italiano i fondi di Private Equity hanno un peso sempre maggiore, essendo i protagonisti per circa il 40% delle operazioni; a conferma dell'interesse dei soggetti finanziari per questo comparto, soprattutto a sostegno di operazioni di integrazione di filiera e diversificazione del portafoglio prodotti ma anche dello sviluppo dei brand italiani ed esteri. 

Nel dettaglio, a livello globale, le operazioni nel 2020 sono state 2.328, in calo del 2,9% sul 2019 in quanto a volumi: 1.761 con operatori del settore (-12,1%) e 567 da parte di fondi del private equity (-0,5%). In Italia, le operazioni sono state 73 (-10,8%): 43 da parte di operatori del settore (-37,7%) e 30 da parte di fondi di private equity (-14,3%). "Ci aspettiamo che le operazioni di M&A nel Food&Beverage possano rappresentare un acceleratore del processo di trasformazione aziendale e vadano in due direzioni: da una parte, traineranno lo sviluppo della filiera a valle, verso modelli di business multicanale, e in questo senso l'Ho.Re.Ca. potrebbe catalizzare numerose opportunità di investimento; dall'altra, guideranno il consolidamento della filiera a monte, e le aziende Private Label a servizio della Gdo potrebbero rappresentare delle target interessanti sia da parte di operatori Corporate che di private equity", ha aggiunto Borghi.

gva - 19244

EFA News - European Food Agency
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