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CLARA MOSCHINI

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Food&Beverage business da 64 mld, ma preoccupa Brexit

Ambrosetti, export record a 46 mld e +56% online in 2020

Il Food & Beverage italiano è un business da 64 mld di euro con il delivery che ha segnato un +56%, tra cibo e bevande, nel 2020. E' quanto emerso dal Rapporto "La Roadmap del futuro per il Food&Beverage" presentato durante la quinta edizione del "Forum Food 2021" di The European House - Ambrosetti, in corso oggi e domani per la prima volta a Bormio. Una due giorni densa di confronti e incontri tra esponenti di spicco del settore agroalimentare italiano, a cui si aggiungono quelle di sportivi, nutrizionisti ed esperti economici. L'agroalimentare si conferma un comparto vitale per l'Italia, capace di generare oltre 64 miliardi di euro di valore aggiunto: tre volte l'automotive di Francia e Spagna e più del doppio dell'aerospazio di Francia, Germania e Regno Unito. Un settore che ha saputo reggere meglio di chiunque altro l'impatto della pandemia Covid 19, riportando nel difficile 2020 una flessione tutto sommato contenuta nel valore aggiunto (-1,8%). 

Dalla ricerca sono emersi indicatori strategici sul futuro del comparto agroalimentare, nonchè un sentiment che lascia ben sperare per il futuro. Innanzitutto, lo studio ha mostrato che il Covid, nel 2020, "non si è fatto sentire negativamente sul fatturato di ben sette aziende su dieci, che hanno dimostrato di avere registrato un aumento del proprio giro di affari, mentre oltre la metà ha mostrato ottimismo dichiarandosi fiducioso sulla possibilità di crescere anche nel 2021". 

I dati hanno poi evidenziato come la situazione a livello di canale sia profondamente cambiata: se la Gdo ha segnato un rialzo del 2,2%, l'Horeca, al contrario, ha subito una pesante contrazione pari al 36,5%, tornando ai livelli del 2002. Da segnalare poi la rinata vitalità dei negozi di prossimità, che hanno visto incrementare la propria quota di mercato al 18,9%. Sul fronte e-commerce, lo scorso anno le vendite sul web del settore Food&grocery hanno contato solo per l'1,7% del totale acquisti, ma con una crescita del 56%. Complice le chiusure degli esercenti del fuori casa, il Food delivery - che ha raggiunto ormai il 100% nei Comuni con almeno 50 mila abitanti - ha generato un valore pari a 706 milioni di euro, con l'obiettivo quest'anno di compiere un ennesimo balzo in avanti e registrare un giro di affari di 1 miliardo di euro.

Guardando all'export, il quadro generale delle vendite oltreconfine ha registrato il valore record di 46,1 miliardi di euro è risultato in crescita dell'1,8% rispetto al 2019. Inoltre, per la prima volta negli ultimi dieci anni, la bilancia commerciale italiana è risultata avere un saldo positivo pari a 3,1 miliardi di euro. Il Rapporto ha comunque nuovamente richiamato l'attenzione sul gap che l'Italia sconta come export nei confronti di altri paesi europei. Significativo, poi, il fatto che un mercato strategico come quello cinese non sia ancora tra i primi dieci destinatari di prodotti agroalimentari italiani; al contrario di ciò che succede per altri paesi dove il Paese del Dragone è tra i principali approdi a livello internazionale. Nel Rapporto si è anche esaminata la questione Brexit, sulla quale gravano incognite e timori. Con una quota del 12% sul totale, il Regno Unito risulta uno dei mercati prioritari per l'export di prodotti alimentari italiani. I primi dati sono però preoccupanti: nel mese di gennaio e di febbraio 2021 le esportazioni sono risultate in calo del 15% rispetto allo stesso periodo del 2020.

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EFA News - European Food Agency
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